[{"id":29,"date":"2016-05-20T08:47:50","date_gmt":"2016-05-20T05:47:50","guid":{"rendered":"https:\/\/youcanski.com\/it\/?p=29"},"modified":"2023-07-28T07:00:55","modified_gmt":"2023-07-28T04:00:55","slug":"i-giovani-e-la-tecnica-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/youcanski.com\/it\/i-giovani-e-la-tecnica-moderna","title":{"rendered":"I giovani e la tecnica moderna"},"content":{"rendered":"<p>I metodi e le strategie per insegnare la tecnica a bambini e giovani sono stati l\u2019argomento preferito di un gran numero di discussioni tra maestri e allenatori per molti anni. E nonostante ci\u00f2, vi sono ancora pochi ragazzi e giovani agonisti che possiedono le capacit\u00e0 tecniche di un adulto che compete in Coppa del Mondo. Penso che sia un serio problema poich\u00e9 il futuro dello sci agonistico appartiene a questi ragazzi e ragazze.<\/p>\n<p>Oserei dire che tutte queste discussioni sull\u2019apprendimento di giovani e ragazzi siano quasi ovvie. La realt\u00e0 \u00e8 semplice \u2013 se un agonista di 12-13 anni ha una tecnica agonistica scorretta, cosa che succede spesso, la probabilit\u00e0 che esso usi la stessa tecnica errata a 16-17 anni \u00e8 altissima. In altre parole, questo giovane agonista scier\u00e0 pi\u00f9 velocemente, ma essenzialmente nello stesso modo in termini di fondamentali tecnici e di modelli biomeccanici di movimento.<\/p>\n<p>Proprio nel periodo delle prime gare FIS (16-17 anni), molti giovani agonisti passano attraverso un periodo di stagnazione nel loro sviluppo e lasciano le competizioni. Penso che la causa principale della perdita di una grande parte dei giovani di questa et\u00e0 sia la mancanza di solidi fondamentali tecnici instillati in quell\u2019et\u00e0 che va dai 10 ai 13 anni. Se la tecnica degli sciatori di quest\u2019et\u00e0 mostra errori di base, semplicemente non funzioner\u00e0 a pi\u00f9 alti livelli di competizione. Perci\u00f2, gli allenatori che lavorano con i giovani agonisti dovrebbero far sviluppare una tecnica appropriata che non limiti il progresso lungo l\u2019intera carriera agonistica fino alle gare FIS e alla Coppa del Mondo. Questo \u00e8 un aspetto importantissimo del lavoro degli allenatori sia in Nord America sia in Europa (dove il flusso di giovani di talento inizia a diminuire).<\/p>\n<p>In quest\u2019articolo user\u00f2 due esempi di giovani agonisti \u2013 lo sloveno Angraz Pogladich di 12 anni e la tredicenne russa Katia Tkachenko. Entrambi si sono fatti notare non solo per i loro risultati eccezionali ma anche per la tecnica quasi da adulti che essi possiedono. Hanno ottenuto i giudizi pi\u00f9 alti nelle prove tecniche in Austria e Slovenia, dove gli allenatori non hanno giudicato la velocit\u00e0 sul percorso ma, invece, la loro tecnica in campo libero su vari tipi di terreno e condizioni di neve. <i>Questi test hanno rivelato come all\u2019et\u00e0 di 10-13 anni una solida esecuzione di una tecnica corretta sia il fattore pi\u00f9 importante per sviluppare uno sciatore agonista.<\/i><\/p>\n<p>Molti allenatori non mettono sufficiente enfasi sullo sci libero in differenti tipi di condizione. Sviluppare dei movimenti, in buon equilibrio sugli sci, in situazioni varie, ha un ruolo importantissimo a quest\u2019et\u00e0. Questo \u00e8 particolarmente vero se stiamo considerando il futuro di un giovane atleta e non semplicemente i risultati immediati nella prossima gara della stagione in corso.<\/p>\n<p>La prima sequenza fotografica di Katia \u00e8 stata scattata quando aveva 12 anni. In questa sequenza Katia mostra una curva da gigante fuori dalle porte:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-238\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/s1.jpg\" alt=\"s1\" width=\"866\" height=\"278\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"866\"><meta itemprop=\"height\" content=\"278\"><\/span><\/p>\n<p><center><\/center>Katia possiede un modello di movimento in curva generalmente corretto. Una fase zero (con entrambe le gambe piegate tra i due archi) pu\u00f2 essere notata chiaramente. Inoltre, l\u2019estensione della gamba esterna e la flessione di quella interna sono molto evidenti. Katia sa come riguadagnare la centralit\u00e0 tra due curve poich\u00e9 \u00e8 in grado di premere sin dall\u2019inizio della curva sulla punta di uno sci relativamente lungo.<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro da questo esempio che i giovani agonisti non siano pronti per una pi\u00f9 pronunciata estensione e movimento all\u2019interno dell\u2019arco di curva. Ad ogni modo, il modello di movimento \u00e8 corretto, come si pu\u00f2 notare nei video, e rappresenta il fondamento per un futuro sviluppo.<\/p>\n<p>Possiamo dire lo stesso per le due sequenze che mostrano curve eseguite con sci da slalom. La fase zero e lo sforzo di riacquistare centralit\u00e0 sono chiaramente evidenti.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-239\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/s2.jpg\" alt=\"s2\" width=\"857\" height=\"441\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"857\"><meta itemprop=\"height\" content=\"441\"><\/span><\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-240\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/s3.jpg\" alt=\"s3\" width=\"861\" height=\"427\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"861\"><meta itemprop=\"height\" content=\"427\"><\/span><\/p>\n<p><center><\/center>Ad ogni modo, \u00e8 pure evidente che questa giovane atleta non \u00e8 ancora in grado di spostarsi a sufficienza all\u2019interno dell\u2019arco di curva. Katia tiene i suoi sci troppo larghi e quello interno spesso sotto il baricentro. In altre parole, quest\u2019atleta sente ancora il bisogno di un certo sostegno proveniente dallo sci interno. La medesima tendenza la possiamo vedere nella prossima sequenza presa da una gara di gigante:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-241\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/s4.jpg\" alt=\"s4\" width=\"861\" height=\"536\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"861\"><meta itemprop=\"height\" content=\"536\"><\/span><\/p>\n<p><center><\/center>Katia mostra qui un ovvio spostamento verso l\u2019interno della curva. Entrambi gli sci stanno lavorando: la gamba esterna \u00e8 estesa e quella interna \u00e8 flessa. Invece, l\u2019anca interna va appena oltre la linea immaginaria che parte dallo scarpone interno. A questo livello di sviluppo questo non \u00e8 un problema poich\u00e9 l\u2019intero modello di movimento che parte dalla fase zero (la transizione) e il movimento per riguadagnare la centralit\u00e0 sono corretti.<\/p>\n<p>Lo vedremo anche in seguito, mentre il giovane atleta mantiene un modello di movimento appropriato, egli sviluppa e affina anche un equilibrio generale che rappresenta una buona base per spostarsi maggiormente verso l\u2019interno della curva con fiducia. E\u2019 tipico che questo sia solo un problema di tempo e di esperienza sugli sci, <i>sempre che il modello di movimento sia stato correttamente sviluppato<\/i>. In assenza di questo modello, il tempo passato sugli sci potrebbe addirittura rappresentare un danno.<\/p>\n<p>Le considerazioni tecniche citate sopra, mostrate all\u2019et\u00e0 di 12 anni, sono chiaramente mostrate in curve da slalom nel video seguente:<\/p>\n<table id=\"VideoTable\" cellspacing=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-243\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/Katia_SL-12.jpg\" alt=\"Katia_SL-12\" width=\"190\" height=\"143\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"190\"><meta itemprop=\"height\" content=\"143\"><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/youcanski.com\/video\/jr_technic\/katia_SL-12.wmv\">Katia SL 12 &#8212; 0.84Mb<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Suppongo che la larga traccia degli sci e il sostegno fornito dallo sci interno siano abbastanza evidenti. Ad ogni modo, la giovane atleta e il suo allenatore hanno avuto bisogno di un solo anno per rendere le sue curve da slalom come queste:<\/p>\n<table id=\"VideoTable\" cellspacing=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00a0<span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-244\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/Katia_SL_slow_2.jpg\" alt=\"Katia_SL_slow_2\" width=\"190\" height=\"143\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"190\"><meta itemprop=\"height\" content=\"143\"><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/youcanski.com\/video\/jr_technic\/Katia_SL_slow_2.wmv\">Katia SL slow 2 &#8212; 3.91Mb<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Credo che sia evidente l\u2019ottimo progresso avvenuto nell\u2019anno dei 13 anni. Gli spostamenti all\u2019interno della curva e il generale dinamismo sono aumentati. A questo punto \u00e8 stato evidente che sciare a un tale livello richieda scarponi pi\u00f9 rigidi e non pi\u00f9 junior. Quando Katia ha iniziato a usare questi nuovi scarponi (senza personalizzazioni), \u00e8 stata immediatamente in grado di sciare cos\u00ec:<\/p>\n<table id=\"VideoTable\" cellspacing=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-245\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/Katia_SL_edit.jpg\" alt=\"Katia_SL_edit\" width=\"190\" height=\"143\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"190\"><meta itemprop=\"height\" content=\"143\"><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/youcanski.com\/video\/jr_technic\/katia_SL_edit.wmv\">Katia SL edit &#8212; 2.08Mb<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Indubbiamente, questo \u00e8 un esempio di sciata evoluta. L\u2019atleta esegue curve da slalom ritmate a un\u2019ottima velocit\u00e0 su una pista non uniforme e su una neve che cambia in continuazione. Katia \u00e8 in grado di mantenere costanti il ritmo e la forma della traiettoria di curva. Inoltre, essa mostra una solida ed equilibrata tecnica avanzata che pu\u00f2 essere vista anche meglio al rallentatore:<\/p>\n<table id=\"VideoTable\" cellspacing=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-246\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/Katia_SL1_slow.jpg\" alt=\"Katia_SL1_slow\" width=\"190\" height=\"143\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"190\"><meta itemprop=\"height\" content=\"143\"><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/youcanski.com\/video\/jr_technic\/Katia_SL1_slow.wmv\">Katia SL1 slow &#8212; 2.83Mb<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Piegamento e riguadagno della centralit\u00e0 tra gli archi di curva sono molto evidenti. Katia lungo tutte le curve mostra un\u2019eccellente estensione della gamba esterna e una pressione sulla punta dello sci all\u2019inizio della curva. Il busto dello sciatore rimane quasi immobile. Si tratta di una dimostrazione quasi perfetta di curve da slalom, indipendentemente dall\u2019et\u00e0 dello sciatore. Vale la pena dire che tutti gli elementi di questa sciata erano presenti nell\u2019arsenale tecnico di Katia gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 11 e 12 anni. Era necessario percorrere un gran numero di piste, incluso un maggior lavoro sull\u2019equilibrio e sullo spostamento all\u2019interno dell\u2019arco di curva, per acquisire questo livello in slalom.<\/p>\n<p>Un simile livello tecnico \u00e8 mostrato da Angraz Pogladich, un dodicenne sloveno ripreso qui durante la fase iniziale di un gigante della Whistler Cup:<\/p>\n<table id=\"VideoTable\" cellspacing=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-247\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/Angraz_Pogladic_edit.jpg\" alt=\"Angraz_Pogladic_edit\" width=\"190\" height=\"143\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"190\"><meta itemprop=\"height\" content=\"143\"><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/youcanski.com\/video\/jr_technic\/Angraz_Pogladic_edit.wmv\">Angraz Pogladic edit &#8212; 3.40Mb<\/a><br \/>\n(video courtesy of Gord Brown)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Angraz mostra un ottimo piegamento in fase zero cos\u00ec come un buon riguadagno della centralit\u00e0 ed estensione all\u2019interno dell\u2019arco di curva. Si pu\u00f2 vederlo chiaramente in questa ripresa da dietro:<\/p>\n<table id=\"VideoTable\" cellspacing=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-248\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/Angraz_Pogladic_slowmo.jpg\" alt=\"Angraz_Pogladic_slowmo\" width=\"190\" height=\"143\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"190\"><meta itemprop=\"height\" content=\"143\"><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/youcanski.com\/video\/jr_technic\/Angraz_Pogladic_slowmo.wmv\">Angraz Pogladic slowmo &#8212; 3.00Mb<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>A 12 anni questo ragazzo esegue coerentemente degli elementi tecnici che non sono eseguiti da alcuni adulti in gare di gigante. Quello di cui Angraz ha davvero bisogno \u00e8 crescere e divenire fisicamente pi\u00f9 forte. Se l\u2019approccio adottato dagli allenatori sar\u00e0 corretto, il giovane atleta non dovrebbe perdere la sua tecnica, invece, potr\u00e0 migliorarla fino all\u2019et\u00e0 di 18-20 anni. In altre parole, a quell\u2019et\u00e0 l\u2019atleta dovrebbe essere in grado di mostrare la stessa tecnica in condizioni pi\u00f9 difficili \u2013 piste pi\u00f9 ripide e superfici nevose pi\u00f9 dure. Questo tipo di obiettivo futuro pu\u00f2 sicuramente essere realistico e raggiungibile, se, dall\u2019et\u00e0 di 12-134 anni, i fondamentali saranno acquisiti dal giovane atleta. Se questi fondamentali non sono parte del bagaglio tecnico, non \u00e8 possibile discutere alcun piano di lungo termine o obiettivi agonistici.<\/p>\n<p>Una tecnica da gigante molto evoluta \u00e8 ora mostrata da Katia in sci libero con sci da gigante:<\/p>\n<table id=\"VideoTable\" cellspacing=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-249\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/Katia_GS.jpg\" alt=\"Katia_GS\" width=\"190\" height=\"143\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"190\"><meta itemprop=\"height\" content=\"143\"><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/youcanski.com\/video\/jr_technic\/katia_GS.wmv\">Katia GS &#8212; 2.60Mb<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Notiamo che Katia non sta sciando su una superficie preparata da gara. Una tale sciata su una superficie nevosa smossa richiede un eccellente equilibrio. Lo possiamo vedere dalla ripresa rallentata:<\/p>\n<table id=\"VideoTable\" cellspacing=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-250\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/Katia_GS_slow.jpg\" alt=\"Katia_GS_slow\" width=\"190\" height=\"143\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"190\"><meta itemprop=\"height\" content=\"143\"><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/youcanski.com\/video\/jr_technic\/Katia_GS_slow.wmv\">Katia GS slow &#8212; 3.07Mb<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Qui possiamo notare un piegamento ed estensione molto pronunciati nella prima fase della curva. Questo \u00e8 particolarmente evidente nelle curve a sinistra (eseguite sullo sci destro). In parte si tratta di un effetto creato dalla prospettiva della ripresa video e in parte da problemi di allineamento dello scarpone sinistro, corretto in seguito con dei nuovi scarponi. Suppongo che sia ovvio che le origini tecniche di una sciata cos\u00ec evoluta siano evidenti gi\u00e0 nella prima sequenza all\u2019inizio di quest\u2019articolo dove Katia esegue curve da gigante all\u2019et\u00e0 di 11 anni.<\/p>\n<p>In conclusione, vorrei ancora porre l\u2019accento sul fatto che all\u2019et\u00e0 tra i 10 e i 14 anni i risultati agonistici sono assolutamente irrilevanti. La tecnica \u00e8 molto pi\u00f9 importante a quest\u2019et\u00e0 La tecnica aiuta gli atleti a superare le barriere di un\u2019et\u00e0 difficile (cio\u00e8 quella delle prime gare FIS a 16-17 anni) oppure, una sua mancanza, spinger\u00e0 questi atleti al di fuori dello sport agonistico. Il fondamento di una buona tecnica deve essere sviluppato entro la soglia dei 13-14 anni. Dopo quel tempo, solitamente, vi sono semplicemente molte meno possibilit\u00e0 per correggere la tecnica agonistica, poich\u00e9 gli anni successivi devono venire utilizzati per allargare il campo di utilizzo e applicazione di una tecnica gi\u00e0 sviluppata. Un tale lavoro non \u00e8 efficace se applicato a fondamentali tecnici che non siano stati metabolizzati in una pi\u00f9 giovane et\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, la tecnica a livello dei ragazzi non \u00e8 meno importante di quella a livello di Coppa del Mondo. Di conseguenza, un buon allenatore di un ragazzo o giovane dovrebbe essere tenuto in grande conto, forse anche di pi\u00f9 degli allenatori delle squadre nazionali. Spero che un giorno ci\u00f2 possa avvenire. Per il momento, spero che quest\u2019articolo sia utile a genitori e allenatori.<\/p>\n<p><i>(Titolo originale <a href=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/juniors-and-modern-technique\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cJuniors and Modern Technique\u201d<\/a>)<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I metodi e le strategie per insegnare la tecnica a bambini e giovani sono stati l\u2019argomento preferito di un gran numero di discussioni tra maestri e allenatori per molti anni. E nonostante ci\u00f2, vi sono ancora pochi ragazzi e giovani agonisti che possiedono le capacit\u00e0 tecniche di un adulto che compete in Coppa del Mondo. 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Alcuni sostengono che l\u2019angolazione di anche sia il mezzo principale per il mantenimento della pressione sullo sci esterno, altri insegnano a riequilibrarsi all\u2019inizio di ogni curva e insistono sull\u2019approccio \u201clinea delle spalle parallela alla neve\u201d, altri ancora si inventano tecniche innovative apparentemente adatte ai dilettanti ma chiss\u00e0 come non ancora scoperte e utilizzate in Coppa del Mondo. Molti allenatori di giovani atleti usano ancora degli esercizi per produrre una pronunciata angolazione d\u2019anca all\u2019inizio curva presumibilmente per creare una posizione in equilibrio sullo sci esterno. La maggior parte di loro considera un fondamentale tecnico la posizione con il busto allineato nella stessa direzione degli sci.<\/p>\n<p>In quest\u2019articolo vorrei soffermarmi sulla moderna tecnica da gara e sfatare alcuni miti molto comuni. Lo faccio nella mia veste di allenatore che in questo periodo lavora come consulente tecnico di alcune squadre nazionali in Europa. Prima di tutto, devo ammettere che non considero sbagliati gli approcci che ho citato pi\u00f9 sopra. Per questo, nei seminari per gli allenatori, discuto di frequente i vari aspetti della tecnica sciistica in relazione alla fase di curva. Gli allenatori solitamente suddividono l\u2019arco di curva in tre fasi:<\/p>\n<ul>\n<li>Fase-I \u2013 a monte della linea di massima pendenza;<\/li>\n<li>Fase-II \u2013 intorno alla massima pendenza; e<\/li>\n<li>Fase-III \u2013 a valle della massima pendenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questa suddivisione torna molto utile quando esaminiamo i differenti elementi tecnici. Per esempio, non e\u2019 corretto tenere le \u201cspalle parallele alla neve\u201d all\u2019inizio della fase-I, mentre \u00e8 quasi obbligatorio farlo al termine della fase-III. Lo stesso si pu\u00f2 dire a proposito dell\u2019\u201dangolazione\u201d oppure del \u201cbusto spezzato\u201d \u2013 un busto troppo spezzato in fase-I pu\u00f2 essere inefficiente e lento, mentre e\u2019 sicuramente necessario controbilanciare con il busto in fase-III. In altre parole, gli sciatori agonisti che intendono produrre una sequenza di movimenti appropriata, non dovrebbero usare ciecamente i concetti tecnici. Invece, noi abbiamo bisogno di insegnare uno specifico movimento tecnico per ogni fase della curva.<\/p>\n<p>Un altro aspetto utile per comprendere la tecnica moderna \u00e8 l\u2019equilibrio sugli sci. Molti allenatori parlano di \u201cequilibrio sullo sci esterno\u201d al di fuori del contesto di un continuo tentativo di mantenersi in equilibrio che interviene praticamente ad ogni curva. Lo sciatore dovrebbe premere sulla parte anteriore dello sci in fase-I, quindi l\u2019area su cui applica pressione si sposta verso il centro dello sci in fase-III e si sposta ancora verso le code degli sci in fase-III. La parte pi\u00f9 difficile di queste azioni \u00e8 il veloce riguadagno della centralit\u00e0 tra la fase-III della curva precedente e la fase-I della successiva. Io la chiamo fase-0, dove lo sciatore deve eseguire uno spostamento in avanti in un modo tale che la pressione si sposti verso la punta del nuovo sci esterno.<\/p>\n<p>In quest\u2019articolo tenter\u00f2 di illustrare e spiegare quali movimenti siano eseguiti in gara e come questi siano applicati da alcuni sciatori di Coppa del Mondo. User\u00f2 principalmente immagini tratte gare di slalom gigante ma quasi tutto quello che dir\u00f2 pu\u00f2 essere considerato valido anche per lo slalom.<\/p>\n<p>Prima di tutto, vorrei dare un\u2019occhiata da vicino alla fase-I della curva.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-182\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/rs7m1355-1-of-1-1.jpg\" alt=\"rs7m1355-1-of-1\" width=\"1024\" height=\"818\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"1024\"><meta itemprop=\"height\" content=\"818\"><\/span><\/p>\n<p>L\u2019autore \u00e8 qui raffigurato nella fase-I di una curva, molto a monte della linea di massima pendenza. La linea di massima pendenza pu\u00f2 essere facilmente individuata per mezzo delle tracce del gatto sulla neve. Lo sciatore si sposta all\u2019interno e avanti estendendo la parte esterna del suo corpo senza nessun tipo di angolazione. Notiamo che l\u2019intero corpo \u00e8 allineato con gli sci (non \u00e8 rivolto n\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra) e che le spalle non sono parallele alla neve, mentre lo sciatore appare essere in buon equilibrio. Pu\u00f2 apparire difficoltoso raggiungere questa posizione se si pensa che lo sciatore debba estendersi in avanti da una posizione simile a questa<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-183\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/rs7m1641edt1-1.jpg\" alt=\"rs7m1641edt1\" width=\"3000\" height=\"2400\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"3000\"><meta itemprop=\"height\" content=\"2400\"><\/span><\/p>\n<p>in pochi decimi di secondo. Eseguire questo movimento tra le porte con continuit\u00e0 richiede grande forza ed equilibrio. La prossima sequenza \u00e8 ripresa a dieci fotogrammi al secondo.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-184\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/greg-shorts-1aflatedtsm-1.jpg\" alt=\"greg-shorts-1aflatedtsm\" width=\"2605\" height=\"1737\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"2605\"><meta itemprop=\"height\" content=\"1737\"><\/span><\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, \u00e8 evidente che estendere e riguadagnare la centralit\u00e0 dalla fase-0 (fotogramma 5 dall\u2019alto) non ha preso pi\u00f9 di mezzo secondo. Tra le porte pu\u00f2 essere anche pi\u00f9 veloce. Notiamo che la posizione dello sciatore nella fase-0 (fotogramma 5) \u00e8 molto diversa dalla sua posizione all\u2019inizio della fase-I (ultimo fotogramma). In fase-0 il busto dello sciatore \u00e8 rivolto verso la massima pendenza. Questa piccola deviazione dalla posizione di perfetto allineamento pu\u00f2 essere importante per la proiezione in avanti e l\u2019estensione verso una posizione inclinata all\u2019inizio della fase-I. La quantit\u00e0 di tale deviazione \u00e8 normalmente dettata dalla forma e chiusura della curva.<\/p>\n<p>Le spalle dello sciatore sono parallele alla neve nella fase-0. Se tentassimo di mantenerle in quella posizione, non ci sarebbe possibile spostarci all\u2019interno della curva successiva all\u2019inizio della fase-I nella maniera dimostrata dall\u2019autore in questa fotografia:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-185\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/rs7m1494-1-of-1-1.jpg\" alt=\"rs7m1494-1-of-1\" width=\"1024\" height=\"819\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"1024\"><meta itemprop=\"height\" content=\"819\"><\/span><\/p>\n<p>Chiaramente, questa posizione \u00e8 in qualche modo estrema se paragonata alla precedente. Lo sciatore \u00e8 ben esteso e in equilibrio, ma non vi \u00e8 stato un sufficiente movimento di riguadagno della centralit\u00e0 all\u2019inizio della fase-I. Inoltre, per creare un tale angolo di spigolo quando si \u00e8 ancora al monte della linea di massima pendenza, lo sciatore deve fare affidamento su un maggiore peso applicato allo sci interno. Forse, si pu\u00f2 apprezzare meglio lungo l\u2019intera sequenza:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-186\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/greg-sequence-1485-1494edit1opt4-1.jpg\" alt=\"greg-sequence-1485-1494edit1opt4\" width=\"1222\" height=\"499\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"1222\"><meta itemprop=\"height\" content=\"499\"><\/span><\/p>\n<p>Entrare nella fase-I con maggior peso sullo sci interno compromette l\u2019equilibrio dello sciatore, come pu\u00f2 essere visto comunemente in Coppa del Mondo, ma produce anche un pi\u00f9 grande angolo di spigolo all\u2019inizio della curva spesso consentendo un certo vantaggio in termini di velocit\u00e0. Alcune volte lo sci esterno pu\u00f2 persino essere sollevato dalla neve all\u2019inizio della fase-I. Secondo me, \u00e8 scorretto vedere questo come un elemento tecnico. Alcuni allenatori dicono \u201ciniziare la curva sull\u2019interno\u201d. In realt\u00e0 si tratta soltanto di un sottoprodotto di un\u2019inclinazione troppo aggressiva nelle fasi iniziali della fase-I della curva. Non c\u2019e\u2019 un solo agonista da Coppa del Mondo che provi volontariamente a entrare in curva sullo sci interno e con l\u2019esterno sollevato dalla neve. Spesso si finisce per causare una caduta o per lo meno si producono delle cattive fasi II e III. Comunque, se uno sciatore, come l\u2019autore nella prossima sequenza, trova il modo di riguadagnare la centralit\u00e0 e riportarsi sull\u2019esterno prima dell\u2019inizio della fase-II potrebbe anche essere pi\u00f9 veloce rispetto al caso in cui si entra in fase-I con pi\u00f9 peso sull\u2019esterno ma con meno estensione. In conclusione, \u00e8 importante comprendere che mentre maggior peso sull\u2019interno in fase-I \u00e8 accettabile, un eccessivo peso sull\u2019interno durante fase-II produce una cattiva esecuzione dell\u2019uscita di curva in fase-III.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-187\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/greg-sequence-1485-1500-1.jpg\" alt=\"greg-sequence-1485-1500\" width=\"1500\" height=\"1107\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"1500\"><meta itemprop=\"height\" content=\"1107\"><\/span><\/p>\n<p>In questa curva l\u2019autore crea una certa pressione sull\u2019esterno in fase-II sulla massima pendenza appena a monte del fotogramma 4 (dal fondo). La fase-III (gli ultimi due fotogrammi) in questo caso \u00e8 eseguita in maniera molto efficace e lo sciatore appare in equilibrio cos\u00ec come se si trovasse nella fase-III della prossima sequenza (nella quale la fase-I \u00e8 eseguita con maggior peso sull\u2019esterno).<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-188\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/greg-shorts-1flat-1-of-1-1.jpg\" alt=\"greg-shorts-1flat-1-of-1\" width=\"1024\" height=\"689\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"1024\"><meta itemprop=\"height\" content=\"689\"><\/span><\/p>\n<p>Comunque, in questa sequenza, l\u2019autore \u00e8 stato in grado di mantenere la pressione sullo sci esterno lungo la fase-II senza eseguire nessun significativo movimento di compensazione di busto. In effetti, al completamento della fase-II qui mostrato<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-189\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/rs7m1359-2-1.jpg\" alt=\"rs7m1359-2\" width=\"406\" height=\"325\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"406\"><meta itemprop=\"height\" content=\"325\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Akhsanov L.<\/i><\/center>lo sciatore ha il lato esterna del corpo esteso e le spalle non sono parallele alla neve.<\/p>\n<p>Lo stesso sciatore dovrebbe iniziare a compensare di busto pi\u00f9 a monte nella sequenza precedente. In generale, rimanere estesi con il baricentro all\u2019interno dell\u2019arco di curva lungo la fase-II risulta essere pi\u00f9 veloce. Inoltre, \u00e8 chiaro quanto lo sciatore applichi pressione sul centro degli sci.<\/p>\n<p>La compensazione di busto, nella tecnica moderna, viene eseguita un po\u2019 pi\u00f9 a monte della porta se non sulla porta stessa. Vediamo come questi movimenti siano eseguiti da sciatori di Coppa del Mondo. Com\u2019\u00e8 stato dimostrato dall\u2019autore, sciare con un buon equilibrio permette di applicare dei grandi angoli di spigolo al di sopra e sulla linea di massima pendenza. Questo \u00e8 perfettamente eseguito dallo svedese Frederik Nyberg (ora ritirato) nel tracciato di Bormio dei Campionati del Mondo di gigante.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-190\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/tendenzii1.jpg\" alt=\"tendenzii1\" width=\"662\" height=\"432\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"662\"><meta itemprop=\"height\" content=\"432\"><\/span><\/p>\n<p>Qui Nyberg crea degli angoli di spigolo fantastici in fase-II, all\u2019inizio della massima pendenza e al di sopra della porta, per mezzo dell\u2019estensione verso l\u2019interno e in avanti. Le spalle <u>non sono parallele<\/u> alla neve e le braccia sono estese di lato per migliorare l\u2019equilibrio. La rotella del bastoncino interno \u00e8 trascinata sulla neve. Questo aiuta l\u2019atleta a sentire dove sia il \u201climite della zona di equilibrio\u201d, oltre il quale la tenuta dello sci esterno pu\u00f2 essere compromessa e la compensazione di busto potrebbe essere l\u2019unico modo per evitare la caduta. Nyberg rimane con le spalle quasi allineate con gli sci e tiene le tibie perfettamente parallele. Ci\u00f2 gli consente di raggiungere quasi lo stesso angolo di spigolo su entrambe gli sci. Bisogna notare che gli angoli di spigolo non sono mai davvero identici poich\u00e9 l\u2019esterno \u00e8 sempre maggiormente inclinato e caricato in fase-II.<\/p>\n<p>Il segreto di questa raffinata azione \u00e8 mettere pi\u00f9 pressione sullo sci esterno quando si sia sulla massima pendenza. Molti maestri e allenatori non comprendono pienamente come si possa generare pressione sullo sci esterno senza alcuna angolazione. E a sostegno della tesi vengono spesso presentati argomenti fondati sulle leggi della fisica. Invece, sono un\u2019appropriata azione volta a riguadagnare la centralit\u00e0 in fase-0 e una corretta entrata in curva in fase-I che generano un incremento di pressione sullo sci esterno in fase-II. Secondo me, questo \u00e8 il pi\u00f9 efficace e naturale modo di sciare. Per avere il massimo di velocit\u00e0 all\u2019uscita dalla linea di massima pendenza, in fase-III, bisogna mantenere una posizione estesa in fase-II. Notiamo che mentre la gamba esterna di Nyberg \u00e8 estesa e quella interna piegata, entrambe le ginocchia non sono bloccate. In questo modo l\u2019atleta pu\u00f2 assorbire le irregolarit\u00e0 del terreno mantenendo gli spigoli in contatto costante con la superficie della neve. Qui Nyberg \u00e8 ritratto all\u2019inizio della fase-II, dove la pressione \u00e8 tenuta prevalentemente sulla porzione anteriore degli sci. Questo si ottiene per mezzo di una posizione in centralit\u00e0 all\u2019inizio della fase-I. A questo punto l\u2019atleta dovrebbe sentire pi\u00f9 pressione sulla parte anteriore del piede esterno e sentire un grande appoggio della tibia interna sul linguettone dello scarpone. Credo che la prossima sequenza fotografica sia la pi\u00f9 bella dimostrazione della tecnica moderna.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-191\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image021.jpg\" alt=\"image021\" width=\"575\" height=\"424\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"575\"><meta itemprop=\"height\" content=\"424\"><\/span><\/p>\n<p>Grazie a tale tecnica Nyberg \u00e8 stato in grado di vincere una gara di slalom gigante in Coppa del Mondo a trentasei anni. Inoltre, si \u00e8 piazzato terzo nella coppa di specialit\u00e0 dell\u2019anno scorso. Spero che si noti chiaramente da questa sequenza che l\u2019intero corpo dell\u2019atleta si sposta all\u2019interno della curva (<i>cio\u00e8 s\u2019inclina<\/i>) a partire dalla fase-I fino alla fase-II (a monte della porta) con la parte esterna del corpo estesa e senza nessun accenno di compensazione di busto o angolazione.<\/p>\n<p>E\u2019 importante che, durante l\u2019inclinazione, il busto dell\u2019atleta non sia pi\u00f9 o meno inclinato delle gambe. Altrimenti il movimento finisce per generare una caduta sull\u2019interno (con conseguente perdita di presa di spigolo sull\u2019esterno) oppure si rimane bloccati in una posizione di angolazione statica. Invece, Nyberg si muove con continuit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019arco di curva e incrementa l\u2019angolo di spigolo lungo tutta la fase-II mentre le sue spalle <u>non sono parallele<\/u> alla neve (vedere i quattro fotogrammi a monte della porta blu). In fase-III (ultimi due fotogrammi), l\u2019atleta inizia a riportare il busto pi\u00f9 verticale riportando cos\u00ec le spalle \u201cparallele\u201d alla neve circa alla fine della fase-III. Cos\u00ec, su nove fotogrammi l\u2019atleta ha le spalle parallele alla neve in soltanto due di essi. In questo io riconosco una delle tendenze prevalenti nella tecnica moderna. Un\u2019altra tendenza prevalente \u00e8 la mancanza di angolazione di anca o di qualunque altro tipo di angolazione. La compensazione \u00e8 eseguita in fase-III semplicemente raddrizzando il busto. Non si nota nessun volontario movimento di angolazione.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-192\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image022.jpg\" alt=\"image022\" width=\"575\" height=\"424\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"575\"><meta itemprop=\"height\" content=\"424\"><\/span><\/p>\n<p>La miglior illustrazione di questa tendenza della tecnica moderna \u00e8 presentata nel terzo fotogramma dal fondo appena prima di colpire la porta blu. Persino in questo punto l\u2019atleta rimane completamente esteso, con le spalle non parallele alla nave. Guardando meglio possiamo notare che la curva attorno alla porta rossa a monte \u00e8 eseguita nelle stesso identico modo. La posizione dell\u2019atleta \u00e8 allineata rispetto agli sci lungo fase-I e fase-II e se ne distacca soltanto verso la fine della fase-III. In fase-0 non vi \u00e8 allineamento poich\u00e9 gli sci si spostano al di sotto dello sciatore verso sinistra e il busto \u00e8 pi\u00f9 rivolto verso la massima pendenza. Si tratta di un aspetto importante della tecnica moderna che deve essere pienamente compreso da coloro i quali sostengono che vi debba sempre vedere una posizione allineata. Nella maggior parte delle curve eseguite da atleti di Coppa del Mondo una certa misura di compensazione e\u2019 presente, tipicamente in fase-III, ma secondo me, non vi e\u2019 una volontaria angolazione come quella insegnata da alcuni allenatori.<\/p>\n<p>Si potrebbe cos\u00ec dire che una curva moderna \u00e8 eseguita per mezzo del raggiungimento della centralit\u00e0 in fase-0 e di un\u2019estensione verso l\u2019interno di un arco di curva con susseguente compensazione eseguita nelle fasi finali di curva. Vorrei sostenere questa idea per mezzo delle immagini prese nella stessa porta di Nyberg che abbiamo visto sopra.<\/p>\n<p><div class=\"col-md-6 column\"><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-194\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image023.jpg\" alt=\"image023\" width=\"276\" height=\"171\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"276\"><meta itemprop=\"height\" content=\"171\"><\/span><\/div><div class=\"col-md-6 column\"><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-193\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image024.jpg\" alt=\"image024\" width=\"215\" height=\"170\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"215\"><meta itemprop=\"height\" content=\"170\"><\/span><\/div><\/p>\n<p>Bench\u00e9 l\u2019italiano Max Blardone (a sinistra) non sia molto alto e longilineo (come Nyberg) e il suo compagno di squadra Manfred Moellg (a destra) sia invece alto e affilato, il completamento di fase-II nelle loro curve si assomiglia molto. Entrambi gli atleti mantengono le tibie parallele e gli sci hanno quasi lo stesso spigolo. Entrambi mantengono la pressione nella parte centrale degli sci. Potremmo notare una certa qual compensazione di busto in entrambi gli atleti ma non vi \u00e8 nessuna angolazione. Secondo me \u00e8 impossibile ottenere una posizione pi\u00f9 naturale ed equilibrata nella fase-II di una curva. In effetti, entrambi gli sciatori mostrano un fantastico equilibrio pur con l\u2019anca destra a pochi centimetri dalla neve.<\/p>\n<p>Un altro eccezionale esempio \u00e8 offerto dal famoso atleta svizzero Didier Cuche che esemplifica alcuni aspetti chiave della tecnica moderna (il quale \u00e8 altres\u00ec molto competitivo in gigante e super-G all\u2019et\u00e0\u2019 di 34 anni). In questa sequenza Cuche si trova a sciare nel gigante di Beaver Creek.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-195\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image026.jpg\" alt=\"image026\" width=\"448\" height=\"358\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"448\"><meta itemprop=\"height\" content=\"358\"><\/span><\/p>\n<p>Come Nyberg, Cuche si inclina all\u2019interno della curva e stabilisce un buon contatto con la neve con entrambi gli sci in fase-II (terzo fotogramma). Inoltre, al passaggio della porta (ultimo fotogramma), Cuche non mostra alcun segno di angolazione. Ci\u00f2 che pu\u00f2 sembrare un\u2019angolazione di anca in realt\u00e0 \u00e8 soltanto il risultato del raddrizzamento del busto. La gamba esterna \u00e8 estesa mentre quella interna \u00e8 piegata al punto che l\u2019anca interna tocca quasi la neve. La compensazione eseguita per mezzo del raddrizzamento del busto permette a Cuche di mantenere molta pressione sullo sci esterno che cos\u00ec si arcua nella neve.<\/p>\n<p>Un\u2019altra sequenza di Cuche a Beaver Creek viene ripresa con un angolo differente. Penso che sequenze prese da questa prospettiva contribuiscano a generare alcune errate interpretazioni della tecnica moderna.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-196\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image028.jpg\" alt=\"image028\" width=\"576\" height=\"298\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"576\"><meta itemprop=\"height\" content=\"298\"><\/span><\/p>\n<p>In sostanza Cuche qui utilizza la stessa tecnica della sequenza precedente. Qui si tratta di una sezione di tracciato pi\u00f9 piatta. L\u2019atleta non arriva ad alta velocit\u00e0 mentre si avvicina alla porta e, quindi, ha la necessit\u00e0 di eseguire un movimento di compensazione di busto pi\u00f9 pronunciato in fase-III (ultimi due fotogrammi). Ci\u00f2 non di meno, questo movimento \u00e8 lo stesso \u2013 \u00e8 soltanto prodotto dal raddrizzamento del busto tra i fotogrammi 3 e 4 (dall\u2019alto). Secondo me, si tratta di un\u2019altra bella dimostrazione della tecnica moderna.<\/p>\n<p>Comunque, anche i migliori atleti hanno difficolt\u00e0 a eseguire questo tipo di curve in slalom gigante. Essi hanno bisogno di velocit\u00e0 e pendenza. Le curve pi\u00f9 efficaci sono quelle dove gli atleti riescono a dare pressione alle spatole di entrambi gli sci all\u2019inizio della fase-I come mostrato da Nyberg e Cuche pi\u00f9 sopra. La chiave di tutto ci\u00f2 \u00e8 il movimento per riguadagnare la centralit\u00e0 in fase-0 quando il baricentro dell\u2019atleta si sposta in avanti verso la linea di massima pendenza mentre gli sci si spostano dall\u2019altro lato sotto il corpo. Questi movimenti sono chiaramente mostrati nella sequenza fotografica di Reiner Shoenfelder (Austria) durante la gara di gigante di Coppa del Mondo a Beaver Creek.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-197\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image030.jpg\" alt=\"image030\" width=\"577\" height=\"343\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"577\"><meta itemprop=\"height\" content=\"343\"><\/span><\/p>\n<p>Shoenfelder \u00e8 appoggiato alle code degli sci in fase-0 (primo fotogramma dall\u2019alto). Gli sci perdono contatto con la neve nel fotogramma 2, ma quando si riappoggiano in fase-I (fotogrammi 3 e 4), l\u2019atleta e\u2019 di nuovo centrale e le spatole di entrambi gli sci iniziano a condurre ben al di sopra della linea di massima pendenza. Possiamo anche notare che la linea delle spalle dell\u2019atleta rispetto agli sci in questa sequenza ha un\u2019escursione che va dall\u2019essere perfettamente allineata a essere girata di quasi 45 gradi rispetto alla direzione degli sci. Di nuovo, ci\u00f2 mostra che \u201cmantenere una posizione allineata lungo l\u2019intera curva\u201d sia soltanto una leggenda.<\/p>\n<p>Forse, il movimento che ci fa riguadagnare la centralit\u00e0 pu\u00f2 essere visto pi\u00f9 chiaramente nella prossima sequenza dove l\u2019autore mostra una curva poco chiusa su una pendenza dolce.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-198\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image032.jpg\" alt=\"image032\" width=\"576\" height=\"494\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"576\"><meta itemprop=\"height\" content=\"494\"><\/span><\/p>\n<p>Nel primo fotogramma lo sciatore si appoggia alle code degli sci alla fine della fase-III della curva precedente. La centralit\u00e0 viene riguadagnata in fase-0 (tra il secondo e il terzo fotogramma), e quando lo sciatore completa la fase-I (fotogramma 3) egli e\u2019 completamente centrale e pronto per premere sulla spatola dello sci esterno e inarcare lo sci in fase-II (fotogramma 4). Tra le porte \u00e8 necessario che un movimento di questo genere sia anche pi\u00f9 veloce, come dimostrato dall\u2019austriaco Stephan Goergl nella prossima sequenza.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-199\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image034.jpg\" alt=\"image034\" width=\"419\" height=\"314\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"419\"><meta itemprop=\"height\" content=\"314\"><\/span><\/p>\n<p>Penso che questa breve sequenza non abbia bisogno di commento. Nel primo fotogramma l\u2019atleta \u00e8 appoggiato sulle code degli sci (fase-III della curva sulla porta rossa). Nell\u2019ultimo fotogramma Goergl \u00e8 centrale e inizia la fase-I con una certa pressione sulle spatole di entrambi gli sci per condurre l\u2019arco attorno alla porta blu.<\/p>\n<p>Le curve da slalom richiedono un tempo molto pi\u00f9 breve e sono pi\u00f9 complesse da dividere visualmente in fasi, ma ci\u00f2 non di meno, le fasi sono le stesse. Inoltre, le moderne curve da slalom sono eseguite in maniera molto simile a quelle da gigante e vi sono ancora molti miti da sfatare sulla tecnica da slalom. Comunque, la differenza con una curva da slalom non \u00e8 poi cos\u00ec grande, come dimostrato qui dall\u2019autore.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-200\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image036.jpg\" alt=\"image036\" width=\"418\" height=\"279\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"418\"><meta itemprop=\"height\" content=\"279\"><\/span><\/p>\n<p>Si tratta della fase-II di una curva da slalom. La parte esterna del corpo \u00e8 estesa e le spalle non sono parallele alla neve. Lo stesso movimento \u00e8 qui mostrato dalle migliori specialiste del momento, l\u2019austriaca Marlies Shield e dalla finlandese Tania Putianen.<\/p>\n<p><div class=\"col-md-6 column\"><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-202\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image037.jpg\" alt=\"image037\" width=\"279\" height=\"175\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"279\"><meta itemprop=\"height\" content=\"175\"><\/span><\/div><div class=\"col-md-6 column\"><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-201\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image038.jpg\" alt=\"image038\" width=\"242\" height=\"175\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"242\"><meta itemprop=\"height\" content=\"175\"><\/span><\/div><\/p>\n<p>Entrambe le sciatrici stanno eseguendo una fase-II di una curva da slalom con un minima compensazione di busto. Nello slalom l\u2019estensione della parte esterna del corpo \u00e8 meno pronunciata e la compensazione \u00e8 pi\u00f9 evidente. Tuttavia, la meccanica di curva \u00e8 la stessa, come mostrato dalla sequenza dove l\u2019autore dimostra una curva da slalom in campo libero.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-203\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image040.jpg\" alt=\"image040\" width=\"509\" height=\"352\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"509\"><meta itemprop=\"height\" content=\"352\"><\/span><\/p>\n<p>Le spalle sono parallele alla neve in fase-III (primo fotogramma) e in fase-0 (secondo fotogramma). In fase-I (fotogrammi 3 e 4) la parte esterna del corpo dello sciatore si estende e il baricentro si proietta in avanti nella direzione della massima pendenza. Questi movimenti eseguiti simultaneamente producono l\u2019angolo di spigolo necessario per la fase-II (ultimi due fotogrammi). La centralit\u00e0 in fase-0 di una curva da slalom pu\u00f2 essere osservata in questa sequenza:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-204\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image042.jpg\" alt=\"image042\" width=\"361\" height=\"300\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"361\"><meta itemprop=\"height\" content=\"300\"><\/span><\/p>\n<p>Nuovamente, qui le spalle sono parallele alla neve ma il busto non \u00e8 rivolto nella stessa direzione degli sci.<\/p>\n<p>La compensazione eseguita in fase-III di una curva da slalom pu\u00f2 essere chiaramente osservato in questa sequenza dell\u2019autore:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-205\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image044.jpg\" alt=\"image044\" width=\"472\" height=\"351\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"472\"><meta itemprop=\"height\" content=\"351\"><\/span><\/p>\n<p>Le spalle dello sciatore stanno portandosi parallele alla neve a partire dal fotogramma 3. Le fasi I e II sono pi\u00f9 brevi in slalom. Forse per questo motivo la moderna tecnica da slalom \u00e8 percepita da molti come se utilizzasse maggiormente l\u2019approccio a \u201cspalle parallele alla neve\u201d rispetto a quella da gigante. Invece, guardando da vicino le curve da slalom di sciatori di Coppa del Mondo si rilevano praticamente gli stessi fondamentali tecnici usati in gigante, come si evidenzia da questa sequenza del tedesco Alois Vogl.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-206\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image046.jpg\" alt=\"image046\" width=\"576\" height=\"360\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"576\"><meta itemprop=\"height\" content=\"360\"><\/span><\/p>\n<p>In fase-I (quarto fotogramma sopra la porta blu) gli sciatori si inclinano rimanendo allineati con le spalle nella stessa direzione degli sci e con le <u>spalle non parallele<\/u> alla neve. La parte esterna del corpo dello sciatore \u00e8 estesa e le tibie sono parallele. Inoltre, l\u2019estensione della gamba esterna non \u00e8 esasperata come in fase-I di una curva da gigante. Penso che questa sia la sola vera differenza tra i due tipi di curva. Il resto \u00e8 in sostanza lo stesso. In questa sequenza Vogl continua a spostarsi all\u2019interno dell\u2019arco di curva fino a un momento dopo il passaggio della porta blu alla fine della fase-II. L\u2019atleta raddrizza soltanto il busto dopo aver passato il palo in fase-III (fotogramma a valle del palo blu). Notiamo che, come nelle curve da gigante, il busto dello sciatore non \u00e8 rivolto nella stessa direzione degli sci in fase-0 (secondo fotogramma a valle del palo). Credo che se si paragona questa sequenza di Vogl in slalom con la sequenza di Nyberg in gigante discussa pi\u00f9 sopra, si possa trovare molte pi\u00f9 similitudini che differenze nella loro tecnica.<\/p>\n<p>In conclusione, vorrei ripetere che molti dei miti riguardanti la tecnica moderna che abbiamo tentato di sfatare potrebbero anche essere veri se fossero considerati in una particolare fase di curva. Non lo sono pi\u00f9 altrimenti.<\/p>\n<p><i>(Titolo originale <a href=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/tendencies-of-modern-technique-myths-and-reality\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cTendencies of Modern Technique \u2013 Myths and Reality\u201d<\/a>)<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la tecnica di Coppa del Mondo \u00e8 stata discussa e mostrata con fotomontaggi su un gran numero di siti web e sulle pagine di \u201cSki Racing Magazine\u201d, molte leggende e idee sbagliate ancora aleggiano nella comunit\u00e0 tecnica internazionale. 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I migliori specialisti del gigante possiedono la velocit\u00e0 degli slalomisti e le capacit\u00e0 di conduzione dei discesisti. Questo \u00e8 il motivo secondo il quale io raccomando di dedicare allo slalom gigante circa il 70% dell\u2019intero volume di allenamento di un atleta. Questo vale specialmente per atleti giovani e in crescita. In ogni modo, passare molto tempo in lunghe sessioni di slalom gigante non garantisce che lo sciatore acquisisca una solida tecnica. Secondo me \u00e8 molto importante sviluppare un corretto approccio alla curva da gigante.<\/p>\n<p>Da come si pu\u00f2 rilevare durante gli allenamenti, \u00e8 abbastanza difficile per sciatori in crescita condurre curve relativamente rotonde che siano simili a quelle mostrate in un gigante di Coppa del Mondo dallo specialista finlandese Kalle Palander:<\/p>\n<div class=\"img\"><\/div>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-227\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/1_a-method-for-developing-gs-turn.jpg\" alt=\"1_a-method-for-developing-gs-turn\" width=\"520\" height=\"348\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"520\"><meta itemprop=\"height\" content=\"348\"><\/span><\/p>\n<p>Solitamente, invece di condurre lungo un arco notevolmente pulito simile a quello lasciato dalla star italiana del gigante Manuela Moelgg durante una sessione di allenamento,<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-228\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/2_a-method-for-developing-gs-turn.jpg\" alt=\"2_a-method-for-developing-gs-turn\" width=\"530\" height=\"636\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"530\"><meta itemprop=\"height\" content=\"636\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto dell\u2019autore<\/i><\/center>i giovani sciatori spesso lasciano slittare i loro sci oppure conducono archi poco profondi (troppo larghi) attorno alla linea di massima pendenza. Nessuno di questi modi di curvare funziona in un tracciato da gigante. Continuando ad allenarsi sui loro sci da GS, usandoli in quella maniera, i giovani agonisti non riescono nemmeno ad avvicinarsi alle vere curve da GS come quelle mostrate sopra.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la soluzione a questo problema?<\/p>\n<p>In quest\u2019articolo mostro un metodo che pu\u00f2 essere usato per sviluppare curve da GS. Questo metodo \u00e8 basato su una combinazione di due tipi di curve che utilizzano due comportamenti degli sci opposti:<\/p>\n<ol>\n<li>Curve di largo raggio puramente condotte.<\/li>\n<li>Curve rotonde in slittamento.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Prima di iniziare a parlare del metodo vorrei portare alla luce il problema che stiamo tentando di risolvere. Qual \u00e8 la radice del problema che un giovane agonista deve risolvere quando si conduce su archi troppo larghi o si derapa? Il problema \u00e8 lo stesso in entrambi questi casi. Lo sciatore posiziona semplicemente i suoi sci sullo spigolo e vi si appoggia mentre conduce lungo un arco definito dalla sciancratura. Cos\u00ec facendo lo sciatore non controlla la forma (l\u2019arco e il raggio) e il posizionamento dell\u2019arco di curva.<\/p>\n<p>Questo sciare statico, che consiste fondamentalmente di due posizioni \u201cbloccate\u201d, prima e dopo la massima pendenza, \u00e8 abbastanza comune tra i giovani agonisti. Le gambe dello sciatore non si piegano lungo l\u2019arco di curva e non si estendono all\u2019inizio di una nuova curva. Quindi, non appena una pista diviene pi\u00f9 ripida o un tracciato richiede curve pi\u00f9 rotonde, gli sci vengono lasciati derapare. Vi sono due ragioni principali per questo modo di sciare:<\/p>\n<ol>\n<li>Scorretta meccanica della messa sullo spigolo.<\/li>\n<li>Mancanza di un appropriato movimento di gambe.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Suggerisco di affrontare ognuno di questi problemi separatamente. In particolare, io uso delle curve poco accentuate vicino alla linea di massima pendenza per sviluppare un appropriato movimento del corpo adatto a imparare a mettere gli sci di spigolo. Quindi, uso curve non condotte molto rotonde con il fine di sviluppare la proiezione del baricentro in avanti e un\u2019appropriata flesso-estensione delle gambe. Queste capacit\u00e0 se sviluppate separatamente si fondo gradualmente nell\u2019appropriata tecnica da GS.<\/p>\n<p>Vediamo la curva dinamica poco accentuata, anche chiamata \u201ccurva-a-banana\u201d da alcuni allenatori.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-229\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/3_a-method-for-developing-gs-turn.jpg\" alt=\"3_a-method-for-developing-gs-turn\" width=\"530\" height=\"662\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"530\"><meta itemprop=\"height\" content=\"662\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto di Lev Akhsanov<\/i><\/center>In questa immagine l\u2019autore mostra una curva a banana. Suppongo che, dopo aver visto l\u2019arco lasciato sulla neve, nessuno avr\u00e0 pi\u00f9 alcun dubbio sulla correttezza del nome dato a questa curva. Le curve a banana vengono eseguite solitamente su pendio molto dolce. Soltanto gli agonisti di alto livello le usano sui pendii ripidi per sviluppare meglio le dinamiche di curva. Poich\u00e9 una curva a banana si conclude in un tempo molto breve e vien eseguita vicino alla linea di massima pendenza, consente allo sciatore di sviluppare una appropriata tecnica per la presa di spigolo per mezzo dello spostamento (cio\u00e8 inclinazione) all\u2019interno dell\u2019arco di curva, mentre si estende la gamba esterna e si piega quella interna. Le curva a banana sono molto dinamiche e lo sciatore non ha il tempo di concentrarsi sul piegamento delle gambe durante l\u2019arco di curva e sulla pronunciata estensione all\u2019inizio della nuova curva. Le dinamiche di una curva a banana possono essere osservate nella prossima sequenza:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-230\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/4_a-method-for-developing-gs-turn.jpg\" alt=\"4_a-method-for-developing-gs-turn\" width=\"530\" height=\"586\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"530\"><meta itemprop=\"height\" content=\"586\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto di Lev Akhsanov<\/i><\/center>La dimostrazione della curva a banana \u00e8 stata ripresa con una fotocamera capace di dieci fotogrammi al secondo. Non \u00e8 difficile vedere che lo sciatore ha eseguito due curve in un secondo. Con un tale veloce ritmo, \u00e8 possibile sviluppare soltanto la presa di spigolo (muovendosi leggermente in avanti e all\u2019interno dell\u2019arco di curva). Infatti, altri movimenti sono molto difficili da ottenere durante una curva a banana. Cos\u00ec, tutti i tentativi di lavorare sulla flesso-estensione e sulla proiezione del baricentro sarebbero votati all\u2019insuccesso in questo tipo di curva. Inoltre, le curve a banana non lasciano facilmente recuperare la centralit\u00e0 e cos\u00ec lo sciatore spesso inizia a \u201cperdere\u201d la spatola esterna.<\/p>\n<p>A causa di questi aspetti negativi che inevitabilmente si verificano quando si sviluppa una appropriata presa di spigolo per mezzo delle curve a banana, io suggerisco di usare curve molto rotonde, spesso chiamate \u201ccurve a S\u201d. Una curva a S \u00e8 una curva completa dove lo sci derapa dolcemente lungo l\u2019intero arco di curva, come io dimostro qui:<\/p>\n<div class=\"img\"><\/div>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-232\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/5_a-method-for-developing-gs-turn.jpg\" alt=\"5_a-method-for-developing-gs-turn\" width=\"530\" height=\"543\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"530\"><meta itemprop=\"height\" content=\"543\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto di Lev Akhsanov<\/i><\/center>Suppongo che, come nel caso della curva a banana, sia abbastanza ovvio il motivo che ci spinge a chiamarla curva a S. Nella sequenza che vediamo sopra lo sciatore esegue delle curve a S su una pista ripida. Piste con pendenza media o alta sono le migliori per imparare a padroneggiare le curve a S. Per cosa sono utili? Prima di tutto le curve a S sono necessarie per sviluppare i movimenti (come l\u2019estensione-proiezione) che fanno allontanare lo sciatore dalla curva a banana. Questi movimenti di estensione e proiezione del baricentro sono necessari per eseguire appropriatamente delle curve da gigante.<\/p>\n<p>Nelle curve a S i movimenti corretti possono essere sentiti e sviluppati lentamente, quasi al rallentatore. La sequenza riportata sopra \u00e8 prodotta con la stessa fotocamera a dieci fotogrammi al secondo. Non \u00e8 difficile osservare che una curva a S richiede circa due secondi, mentre una transizione (cambio di spigoli) tra le curve richiede pi\u00f9 di mezzo secondo. Questo tempo \u00e8 sufficiente allo sciatore per concentrarsi sul piegamento delle gambe e sull\u2019estensione a inizio curva. Per rendere efficace l\u2019esercizio della curva a S, il movimento deve essere esagerato in termini di estensione e proiezione all\u2019interno dell\u2019arco di curva, come mostrato nel frammento pi\u00f9 grande nella sequenza qui sotto:<\/p>\n<div class=\"img\"><\/div>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-233\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/6_a-method-for-developing-gs-turn.jpg\" alt=\"6_a-method-for-developing-gs-turn\" width=\"530\" height=\"484\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"530\"><meta itemprop=\"height\" content=\"484\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto di Lev Akhsanov<\/i><\/center>La curva a S dimostrata qui presenta l\u2019intero ciclo biomeccanico di movimenti usati in una curva da gigante. Per\u00f2, tutti i movimenti sono eseguiti ad una velocit\u00e0 pi\u00f9 bassa. Lo sciatore crea poca presa di spigolo senza condurre lungo l\u2019arco. Gli sci derapano dolcemente lungo l\u2019arco della curva. Guidare in controllo gli sci lungo un lungo arco di curva presenta molte difficolt\u00e0 per un giovane agonista che \u00e8 abituato a condurre archi poco profondi (quasi dritti) eseguiti soltanto mettendo di spigolo gli sci e sfruttando la sciancratura.<\/p>\n<p>Tipicamente, questi agonisti riducono le curve a S a sterzate e a zigzag. Generalmente, \u00e8 problematico mantenere il controllo della velocit\u00e0 e del raggio della curva. La transizione da un arco lento a un altro \u00e8 difficile poich\u00e9 gli sci non passano facilmente sotto il corpo a una velocit\u00e0 cos\u00ec bassa. Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante estendere le gambe e muoversi in avanti (all\u2019interno dell\u2019arco) come all\u2019ingresso di una curva a S mostrato in questo frammento:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-234\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/7_a-method-for-developing-gs-turn.jpg\" alt=\"7_a-method-for-developing-gs-turn\" width=\"530\" height=\"499\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"530\"><meta itemprop=\"height\" content=\"499\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto di Lev Akhsanov<\/i><\/center>Sebbene le curve a S siano eseguite a velocit\u00e0 relativamente bassa, \u00e8 importante evitare posizioni statiche. Movimenti dolci e continui sono l\u2019obbiettivo principale, come si pu\u00f2 osservare nella sequenza precedente, dove ogni fotogramma \u00e8 differente dal precedente. Mentre le curve a S ci forzano a rispettare i movimenti appropriati, possono anche produrre un eccessivo movimento verso l\u2019alto. Inoltre, \u00e8 possibile che si sviluppi un\u2019erronea tendenza a seguire gli sci con il corpo (cio\u00e8 ruotando). Per evitare di abituarsi a eseguire questi movimenti errati io raccomando di eseguire le curve a S con un doppio puntamento del bastone da un solo lato come illustrato nella prossima sequenza:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"img\"><\/div>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-235\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/8_a-method-for-developing-gs-turn.jpg\" alt=\"8_a-method-for-developing-gs-turn\" width=\"530\" height=\"326\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"530\"><meta itemprop=\"height\" content=\"326\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto di George Dubenetskiy<\/i><\/center>Un puntamento doppio eseguito in questo modo forza una posizione corretta della parte superiore del corpo alla fine della curva. Inoltre, aggiunge un\u2019esagerata proiezione in avanti del baricentro che colloca il corpo pi\u00f9 all\u2019interno dell\u2019arco di curva. Per\u00f2, le curve a S con il doppio puntamento del bastoncino, dovrebbero essere eseguite soltanto quando si padroneggia l\u2019arco di curva e si riesce a eseguirle in maniera dolce e controllata.<\/p>\n<p>Ora vediamo come usare entrambi questi tipi di curva per beneficiarne al massimo. Prima di tutto noi abbiamo una curva a banana molto dinamica, con presa di spigolo per mezzo dell\u2019inclinazione e conduzione su archi di grande raggio. Mentre uno sciatore esegue una curva a banana, egli ha un controllo minimo sui suoi movimenti. L\u2019obiettivo principale \u00e8 quello di sentire una presa di spigolo dinamica per mezzo dello spostamento del corpo all\u2019interno del successivo arco di curva. In questa curva non vi \u00e8 molta enfasi sulla transizione tra archi di curva successivi. Per fare ci\u00f2 noi usiamo l\u2019approccio successivo, la curva a S. In questa curva lo sciatore si concentra sul piegamento alla fine della curva, sulla proiezione ed estensione con una dinamica minima che consente allo sciatore di sentire molto bene i suoi movimenti.<\/p>\n<p>Per\u00f2, la curva a S inevitabilmente sviluppa posizioni statiche. Inoltre, mentre lo sciatore esegue delle curve a S, si pu\u00f2 perdere la sensazione di uno \u201cspigolo pulito\u201d. Le curve a banana sviluppano le sensazioni per la presa di spigolo ma mancano di altri elementi tecnici necessari per eseguire le transizioni tra curve. Ecco perch\u00e9 io non raccomando di usare eccessivamente l\u2019uno o l\u2019altro dei due esercizi. Invece, di solito io cambio di frequente il tipo di curva.<\/p>\n<p>Spesso ritorno a questi esercizi quando un atleta ha dei problemi con la curva da gigante. Per esempio, se un agonista si trova in difficolt\u00e0 con il piegamento e la proiezione allora uso le curve a S e altri esercizi eseguiti in quella situazione. Se un agonista perde dinamica e la sensazione del giusto spigolo, io ritorno alle curve a banana o a esercizi eseguiti in quel contesto.<\/p>\n<p>E\u2019 molto importante scegliere una discesa appropriata per ognuna di queste curve. Eseguire curve a banana su un pendio troppo ripido potrebbe non essere di grande aiuto. Allo stesso modo, curve a S eseguite su un pendio troppo dolce non produrranno I risultati desiderati.<\/p>\n<p>E\u2019 utile dire che il metodo funziona efficacemente anche con sci da Super-G. E\u2019 possibile usare anche sci da slalom, ma il loro uso potrebbe produrre effetti indesiderati sotto forma di scorrette sequenze di movimenti. Ecco perch\u00e9 io raccomando di usare sci da GS per le curve a banana e a S. Una volta che una buona curva da gigante si stata sviluppata, pu\u00f2 essere facilmente trasferita nell\u2019ambito dello slalom o del Super-G.<\/p>\n<p>Spero che l\u2019utilizzo una combinazione corretta e attenta della curva a banana e a S negli allenamenti renda possibile a molti agonisti sviluppare buone curve e, di conseguenza, ottenere buoni risultati.<\/p>\n<p><i>(Titolo originale <a href=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/a-method-for-developing-gs-turn-technique-using-s-turns-and-banana-turns\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cA method for developing GS turn technique using S-turns and banana-turns\u201d<\/a>)<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo slalom gigante \u00e8 considerato da allenatori e agonisti la pi\u00f9 tecnica delle discipline dello sci alpino. I migliori specialisti del gigante possiedono la velocit\u00e0 degli slalomisti e le capacit\u00e0 di conduzione dei discesisti. 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Alcuni maestri e anche allenatori sostengono un approccio che prevede una curva sui \u201cbinari\u201d con un 50 \/ 50 nella distribuzione dei pesi tra gli sci , mentre altri insistono sul ruolo dominante dello sci esterno lungo l\u2019intero arco. Vi sono ancora alcuni che insegnano a caricare l\u2019interno per iniziare la curva. In quest\u2019articolo vorrei condividere il mio punto di vista sull\u2019utilizzo dello sci interno. Come allenatore che oggi lavora come consulente tecnico di un certo numero di squadre nazionali in Europa, mi trovo impegnato ad aiutare atleti e allenatori nel comprendere questo aspetto importante della tecnica moderna.<\/p>\n<p>Prima di tutto bisogna dire che tutti gli scenari citati sopra possono coesistere nella tecnica moderna. Parlare di distribuzione del peso tra gli sci in maniera svincolata dalle fasi di curva pu\u00f2 essere fuorviante e ingannevole. Quando lavoro con gli atleti o durante i seminari per gli allenatori, mi occupo sempre del ruolo dello sci interno rispetto al momento in cui \u00e8 usato. Solitamente io divido l\u2019arco di curva in tre ipotetiche fasi:<\/p>\n<ul>\n<li>Fase-I \u2013 sopra la linea di massima pendenza<\/li>\n<li>Fase-II \u2013 attorno alla linea di massima pendenza<\/li>\n<li>Fase-III \u2013 dopo la linea di massima pendenza<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sono convinto che questa suddivisione sia molto utile, specialmente quando si prova a comprendere il comportamento dello sci interno mentre avanza lungo l\u2019arco di curva. Per esempio, avere un maggiore peso sullo sci interno all\u2019inizio della fase-I non \u00e8 sicuramente desiderabile, mentre lo \u00e8 al termine della fase-III. Lo stesso si pu\u00f2 dire della distribuzione 50 \/ 50 che pu\u00f2 essere molto vantaggiosa nella fase-III di una curva poco accentuata su una pendenza bassa. In altre parole, per produrre delle sequenze di movimenti efficienti non dovremmo insistere su un solo approccio nell\u2019utilizzo dello sci interno. Prima di tutto dobbiamo capire quale sia il suo ruolo in ogni fase e quindi imparare i movimenti appropriati.<\/p>\n<p>Al contrario di ci\u00f2 che avveniva nella tecnica del passato, un uso attivo dello sci interno gioca un ruolo indubbiamente importante in una grande variet\u00e0 di elementi tecnici che concorrono a formare una tecnica moderna efficiente. In quest\u2019articolo illustrer\u00f2 l\u2019uso dello sci interno principalmente applicato alle curve da gigante poich\u00e9 la meccanica dei movimenti rimane la stessa per tutte le discipline dello sci. La tecnica dello sci interno \u00e8 spesso fraintesa da alcuni maestri e allenatori; spesso vediamo molti giovani agonisti usare lo sci interno in maniera scorretta. Basandomi sulle mie osservazioni, posso affermare che l\u2019errore pi\u00f9 comune sia legato all\u2019applicazione di un identico carico sugli sci (l\u2019approccio 50 \/ 50). Ci\u00f2 che viene insegnato ai giovani atleti e\u2019 intagliare nella neve due binari stando fermi con egual carico su entrambi gli sci. Tutti abbiamo visto ragazzi e giovani atleti eseguire queste curve rimanendo statici e muovendo soltanto le ginocchia e le tibie da una parte all\u2019altra per creare prese di spigolo. Solitamente, questi tipi di \u201ccurve\u201d sono facilmente eseguibili con sci junior dotati di molta sciancratura e sono particolarmente semplici da eseguire con sci da slalom. Normalmente, su una pista ben preparata e non molto ripida, questi sciatori disegnano tracce continue e parallele di eguale profondit\u00e0 simili a quelle illustrate qui.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"size-full wp-image-209 aligncenter\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/1_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"1_SkiinModernRaceTurns\" width=\"282\" height=\"432\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"282\"><meta itemprop=\"height\" content=\"432\"><\/span><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 anche peggio \u00e8 che molti di loro confondono queste con le pi\u00f9 recenti e pi\u00f9 dinamiche curve da gara. Questa illusione viene dissipata non appena si passa a sci pi\u00f9 lunghi e meno sciancrati (senza nemmeno parlare degli sci da GS a norme FIS), o semplicemente andando a sciare su una pista pi\u00f9 ripida. Potrebbe essere troppo tardi. Gli atleti che hanno sviluppato questo tipo di movimenti non riescono a mostrare un buon dinamismo tra i pali. Tra le porte, questo genere di agonisti cade solitamente sull\u2019interno all\u2019inizio della fase-II e perde pressione sull\u2019esterno. In questo modo, almeno una porzione rilevante dell\u2019arco di curva in fase-III risulta percorsa in derapata.<\/p>\n<p>Se si inizia la curva con una distribuzione 50 \/ 50 tra gli sci vi sar\u00e0 soltanto una minima probabilit\u00e0 di condurre pulitamente l\u2019arco di curva anche se lo sciatore possiede un buon equilibro. Quest\u2019approccio potrebbe funzionare in curve poco chiuse eseguite su un terreno relativamente poco pendente, ma non pu\u00f2 essere efficace se si possiede nel proprio arsenale tecnico solo questo modo di usare lo sci interno. Come mai questi errori sono cos\u00ec comuni tra allenatori e atleti? Forse perch\u00e9 si copia la tecnica degli sciatori di Coppa del Mondo dalle foto che di solito vengono scattate sul palo, come quella seguente dello svizzero Didier Cuche.<\/p>\n<p><center><\/center>&nbsp;<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"size-full wp-image-210 aligncenter\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/2_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"2_SkiinModernRaceTurns\" width=\"500\" height=\"355\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"500\"><meta itemprop=\"height\" content=\"355\"><\/span><\/p>\n<p>In questa fotografia, Cuche esegue la fase-III della curva con il peso su entrambi gli sci. Spesso lo sci interno \u00e8 inarcato in questa fase della curva come dimostrato dall\u2019autore nella successiva sequenza.<\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-211\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/3_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"3_SkiinModernRaceTurns\" width=\"546\" height=\"516\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"546\"><meta itemprop=\"height\" content=\"516\"><\/span><\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo fotogramma (fase-III della curva) lo sci interno \u00e8 ovviamente caricato e leggermente inarcato. Ad ogni modo, si tratta di un solo fotogramma su tre; infatti, nel terzo (dal basso) lo sciatore lascia la linea di massima pendenza alla fine della fase-II con poco carico sullo sci interno che si trova in pratica diritto.<\/p>\n<p><b>Ma allora, com\u2019\u00e8 utilizzato lo sci interno dagli atleti di Coppa del Mondo per produrre maggiore velocit\u00e0 a ogni curva?<\/b><\/p>\n<p>In generale, gli sciatori da Coppa del Mondo ricercano una distribuzione dei pesi tra l\u2019esterno e l\u2019interno che stia circa tra 80\/20% e 70\/30% in fase-I della curva. Questi rapporti cambiano lungo l\u2019arco di curva. Normalmente, una buona curva viene iniziata al di sopra della linea di massima pendenza con quasi il 90% del peso sullo sci esterno come dimostrato dall\u2019autore.<\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-212\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/4__2SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"4__2SkiinModernRaceTurns\" width=\"579\" height=\"400\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"579\"><meta itemprop=\"height\" content=\"400\"><\/span><\/p>\n<p>La curva inizia al secondo fotogramma (dall\u2019alto). A questo punto lo sci interno \u00e8 molto leggero ed \u00e8 quasi sollevato dalla neve. A mano a mano che lo sciatore avanza attraverso la fase-I, maggiore peso viene trasferito sullo sci interno. Quando gli sci sono quasi sulla linea di massima pendenza in fase-II, l\u2019interno inizia a sopportare un maggiore peso e aiuta non solo a mantenere l\u2019equilibrio laterale ma partecipa anche alla conduzione dell\u2019arco di curva lungo fase-II e III, come si pu\u00f2 osservare qui di seguito.<\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-213\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/5_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"5_SkiinModernRaceTurns\" width=\"377\" height=\"288\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"377\"><meta itemprop=\"height\" content=\"288\"><\/span><\/p>\n<p>Non \u00e8 insolito per gli agonisti trasferire ancor pi\u00f9 peso sullo sci interno alla fine della fase-III. Solitamente questo \u00e8 fatto per rilasciare gli spigoli e accelerare all\u2019uscita dall\u2019arco di curva raddrizzando l\u2019uscita (al completamento della fase-III), come dimostrato qui da Hermann Maier.<\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-214\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/6_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"6_SkiinModernRaceTurns\" width=\"417\" height=\"260\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"417\"><meta itemprop=\"height\" content=\"260\"><\/span><\/p>\n<p>Le fasi hanno lunghezze differenti. La lunghezza di ogni fase dipende dall\u2019inclinazione del pendio e dalla forma della curva. Maggiore la pendenza e pi\u00f9 la curva \u00e8 profonda e chiusa e pi\u00f9 le fasi II e III saranno corte per mantenere la velocit\u00e0. Nel caso di curve poco chiuse e ampie eseguite su pendii poco ripidi, la lunghezza delle tre fasi \u00e8 circa la stessa. Solo in questa situazione la distribuzione 50 \/ 50 pu\u00f2 essere mantenuta lungo quasi tutta la curva. Questo \u00e8 un caso particolare di curva da gigante o da super-G purtroppo considerata a torto da alcuni maestri e allenatori come la tecnica base che detta come lo sci interno debba essere usato in tutte le curve.<\/p>\n<p>In curve normali su pendii di pendenza medio-apta il rapporto approssimativo tra le distribuzione delle pressioni sugli sci \u00e8:<\/p>\n<table class=\"info\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td class=\"head\">Sci Esterno<\/td>\n<td class=\"head\">Sci Interno<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Fase &#8212; I<\/td>\n<td>80%<\/td>\n<td>20%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Fase &#8212; II<\/td>\n<td>65% -70%<\/td>\n<td>35% &#8212; 30%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Fase &#8212; III<\/td>\n<td>50% &#8212; 60%<\/td>\n<td>50% &#8212; 40%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Al completamento della fase-III, il rapporto pu\u00f2 cambiare e solitamente viene trasferito maggiore peso sullo sci interno (fino a 60% sull\u2019esterno \/ 40% sull\u2019interno o pi\u00f9), come visto in precedenza nella sequenza di Maier. Questo \u00e8 un aspetto spesso frainteso della tecnica moderna. Spero che le percentuali della distribuzione dei pesi non siano prese alla lettera. Si tratta di approssimazioni ipotetiche. Nella realt\u00e0, la pressione sugli sci si sposta gradualmente a mano a mano che si avanza lungo l\u2019arco di curva come dimostrato dall\u2019austriaco Rainer Schoenfelder.<\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-215\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/7__2SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"7__2SkiinModernRaceTurns\" width=\"600\" height=\"324\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"600\"><meta itemprop=\"height\" content=\"324\"><\/span><\/p>\n<p>In questa sequenza fotografica l\u2019atleta mantiene entrambi gli sci in contatto con la neve lungo tutta la curva. <b>Schoenfelder<\/b> trasferisce gradualmente il peso dall\u2019esterno verso l\u2019interno all\u2019avvicinarsi del palo. Vorrei fare notare che i suoi sci stanno disegnando una traccia sulla neve che \u00e8 differente da quella prodotta da quegli sciatori che mantengono entrambi gli sci caricati egualmente lungo tutta la curva. Come detto sopra, le loro tracce potrebbero somigliare a questa,<\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-216\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/8_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"8_SkiinModernRaceTurns\" width=\"234\" height=\"363\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"234\"><meta itemprop=\"height\" content=\"363\"><\/span><\/p>\n<p>mentre le tracce lasciate da un atleta di Coppa del Mondo sono pi\u00f9 simili a queste:<\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-217\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/9_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"9_SkiinModernRaceTurns\" width=\"234\" height=\"348\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"234\"><meta itemprop=\"height\" content=\"348\"><\/span><\/p>\n<p>Penso che queste tracce dovrebbero essere ricercate e prodotte anche da giovani atleti in sci libero su una pendenza moderata. Al fine di analizzare e raffinare la tecnica secondo me \u00e8 molto utile studiare le tracce lasciate nella neve da atleti di alto livello. Esaminando le tracce di atleti di Coppa del Mondo, possiamo notare che quella lasciata dello sci interno diviene pi\u00f9 profonda (o pi\u00f9 larga a seconda della neve) alla fine della curva proprio appena prima della successiva.<\/p>\n<p>Se guardiamo le tracce pi\u00f9 da vicino, esse possono rivelare una certa convergenza in fase-III. Perch\u00e9 accade? Forse la risposta pu\u00f2 essere illustrata dalla sequenza del finlandese Kalle Palander che esegue una curva in gigante su una pendenza moderata nella gara di Beaver Creek.<\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-218\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/10__2SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"10__2SkiinModernRaceTurns\" width=\"550\" height=\"400\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"550\"><meta itemprop=\"height\" content=\"400\"><\/span><\/p>\n<p>Palander esegue una curva abbastanza chiusa per il tipo di tracciato; sicuramente non la pi\u00f9 chiusa mai vista in gigante. Comunque, anche in questa curva, l\u2019atleta mette una certa pressione sullo sci esterno che s\u2019inarca fino al completamento della fase-II (fotogramma 4 dal basso) e ben entro a fase-III (fotogramma 3 dal basso). E\u2019 abbastanza ovvio che lo sci esterno sia considerevolmente pi\u00f9 inarcato dell\u2019interno quando Palander sorpassa il palo. Si viene cos\u00ec a determinare la situazione in cui lo sci esterno conduce una curva di raggio minore rispetto all\u2019interno. Questo \u00e8 ci\u00f2 che produce le tracce convergenti. Forse pu\u00f2 essere anche pi\u00f9 chiaramente visibile nella fotografia seguente dell\u2019autore:<\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-219\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/11_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"11_SkiinModernRaceTurns\" width=\"552\" height=\"263\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"552\"><meta itemprop=\"height\" content=\"263\"><\/span><\/p>\n<p>Tra quelli che propongono l\u2019equa distribuzione del peso, ve n\u2019\u00e8 che insistono sull\u2019evitare la convergenza degli sci per mezzo di una \u201csterzata attiva\u201d dello sci interno. Questo pu\u00f2 essere fatto a bassa velocit\u00e0 quando vengono intagliati binari regolari ma difficilmente potr\u00e0 essere eseguito nelle curve pi\u00f9 dinamiche a velocit\u00e0 da gara. Inoltre, \u00e8 controproducente perch\u00e9 induce un arco di curva troppo arrotondato che risulta troppo lento. Anche se un atleta dovesse condurre in maniera pulita una tale curva, si troverebbe a perdere velocit\u00e0. Per mantenere o generare velocit\u00e0 nella fase-III, gli sciatori di Coppa del Mondo tentano di raddrizzarne l\u2019uscita. In altre parole, eseguono archi con una forma a virgola che permettono loro di accelerare e \u201crilasciare\u201d la curva quando si trovano a circa 45 gradi dalla massima pendenza. Questo viene fatto per mezzo del trasferimento di peso dall\u2019esterno all\u2019interno alla fine della fase-III come dimostrato da Hermann Maier.<\/p>\n<p><center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-220\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/12__2SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"12__2SkiinModernRaceTurns\" width=\"590\" height=\"400\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"590\"><meta itemprop=\"height\" content=\"400\"><\/span><br \/>\n<center><i>Foto di Stan Petrash<\/i><\/center><\/center><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel terzo fotogramma (dall\u2019alto) lo sci esterno dell\u2019atleta \u00e8 guidato su un arco pi\u00f9 stretto rispetto all\u2019interno il quale sta andando quasi dritto (cio\u00e8, sta conducendo su un arco di raggio molto maggiore). A questo punto, se l\u2019atleta continuasse a premere sull\u2019esterno, si troverebbe a percorrere una traiettoria troppo diagonale e perderebbe velocit\u00e0. Invece Maier trasferisce il peso dall\u2019esterno all\u2019interno per farsi portare nella direzione desiderata (ultimo fotogramma). Questo movimento \u00e8 spesso utilizzato dagli sciatori da Coppa del Mondo ma il tempismo di esecuzione pu\u00f2 essere delicato. Se il peso sull\u2019interno viene trasferito troppo tardi, l\u2019atleta si trover\u00e0 troppo in diagonale e non potr\u00e0 attaccare bene la porta successiva. Mentre, se l\u2019interno viene caricato troppo presto ci si pu\u00f2 trovare a puntare troppo dritto per la successiva porta. In questo caso, si deve eseguire una correzione di linea che causer\u00e0 un rallentamento. <i>Il tempismo ideale per il caricamento dell\u2019interno deve essere padroneggiato prima di tutto in campo libero.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un\u2019altra eccellente dimostrazione, ma meno ovvia, viene fornita da Hermann Maier durante una curva in gigante sulla pista molto ripida di Bormio in Italia.<\/p>\n<p><center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-221\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/13_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"13_SkiinModernRaceTurns\" width=\"377\" height=\"282\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"377\"><meta itemprop=\"height\" content=\"282\"><\/span><br \/>\n<center><i>foto: cortesia di Ron LeMaster<\/i><\/center><\/center><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gli ultimi due fotogrammi di questa sequenza sono i pi\u00f9 interessanti per analizzare l\u2019uso dello sci interno. Il secondo fotogramma (dal basso) mostra un completamento della fase-II molto dinamico. Entrambi gli sci stanno conducendo proprio sulla massima pendenza. Lo sci esterno \u00e8 ovviamente pi\u00f9 carico ed \u00e8 considerevolmente inarcato. Dobbiamo dire che non ci sono tanti sciatori anche in Coppa del Mondo che riescono a inarcare cos\u00ec lo sci sulla massima pendenza. Anche lo sci interno di Maier \u00e8 carico in fase-II (secondo fotogramma) ma sopporta una pressione molto minore essendo molto meno inarcato. Direi che la distribuzione in questa fase possa essere vicina a 70 \/ 30% in favore dello sci esterno. Su una tale pendenza la distribuzione potrebbe anche essere pi\u00f9 alta del normale raggiungendo l\u201980 \/ 20%. Notiamo che la pressione \u00e8 applicata al centro dello sci esterno in fase-II, mentre all\u2019inizio della fase-III (ultimo fotogramma) la pressione si sposta verso la coda dello sci. Simultaneamente Maier mantiene o incrementa la pressione sulla linguetta dello scarpone interno che cos\u00ec genera pi\u00f9 pressione sullo sci interno. Il peso non viene semplicemente trasferito dall\u2019esterno all\u2019interno. Invece, si sposta dalla coda dell\u2019esterno alla parte anteriore dell\u2019interno che in quel momento sta andando quasi diritto. La distribuzione nel mezzo di fase-III (ultimo fotogramma) potrebbe essere circa di 60 \/ 40%. Il trasferimento sar\u00e0 completo all\u2019uscita dalla fase-III. Per un momento, in quel punto, il rapporto cambia a 40 \/ 60% in favore dell\u2019interno come pu\u00f2 essere osservato da questa fotografia di Maier.<\/p>\n<p><center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-222\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/14_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"14_SkiinModernRaceTurns\" width=\"570\" height=\"410\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"570\"><meta itemprop=\"height\" content=\"410\"><\/span><br \/>\n<center><i>foto di Stan Petrash<\/i><\/center><\/center><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">All\u2019inizio della fase-I di una nuova curva l\u2019atleta riguadagna la posizione centrale premendo sulla parte anteriore del \u201cnuovo\u201d esterno. Naturalmente, questo \u00e8 uno scenario ideale, ma non pu\u00f2 essere raggiunto senza una completa conoscenza del raffinato uso dello sci interno. Spero che le illustrazioni provino che nella tecnica agonistica moderna non vi sia spazio per il mantenere semplicemente entrambi gli sci caricati. Suppongo che ora l\u2019importante ruolo dello sci interno sia chiaro. Ad ogni modo, \u00e8 necessario che vi sia un corretto approccio al suo insegnamento. Vorrei ora proporre un esercizio base come esempio delle considerazioni fatte finora.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se studiate la tecnica di alcuni sciatori di Coppa del Mondo, potrete notare che molti di loro spesso sollevino leggermente lo sci interno quando iniziano la curva (inizio della fase-I). Indubbiamente, cos\u00ec facendo iniziano la curva con il 100% del peso sullo sci esterno. Questo movimento aiuta l\u2019atleta a evitare di cadere sull\u2019interno mentre sposta il corpo all\u2019interno dell\u2019arco di curva. Questa tecnica pu\u00f2 essere notata pi\u00f9 spesso in sciatori della precedente generazione come Maier, Cuche, Blardone, Raich e Schlopy. A questi \u00e8 stato insegnato di sollevare lo sci interno all\u2019inizio di ogni curva quando erano ragazzi. Ora essi sanno usare efficacemente questo movimento nel contesto della tecnica moderna. Al contrario, le generazioni di sciatori pi\u00f9 recenti tendono a mantenere entrambi gli sci in costante contatto con la neve. Su un pendio di pendenza medio-alta quest\u2019approccio pu\u00f2 anche essere pi\u00f9 veloce. Questa \u00e8 la tecnica insegnata oggi ai giovani atleti in tutto il mondo. Comunque, l\u2019approccio degli sciatori dell\u2019altra generazione non dovrebbe essere trascurato, specialmente su sezioni di pista molto ripide. Sono convinto che gli esercizi che prevedono di entrare in curva sollevando lo sci interno siano alla base del progresso che ci consente di acquisire la tecnica corretta per un uso efficace dello sci interno. Mentre si perfezionano queste capacit\u00e0, si dovrebbe fare attenzione alla maniera corretta di sollevare lo sci interno e di piazzarlo di spigolo sulla neve. A questo fine suggerisco un semplice esercizio:<\/p>\n<p>Appena prima di iniziare la fase-I della curva, lo sciatore estenda la \u201cnuova\u201d gamba esterna e ritragga quella interna al punto da avere la coscia parallela alla neve. Entrambi gli sci sono paralleli, uno \u00e8 sospeso in aria mentre l\u2019altro \u00e8 sulla neve. Le punte degli sci sono allineate: nessuna delle due sopravanza l\u2019altra. Cos\u00ec lo sciatore si trova in una tipica (per fase-II) posizione iper-flessa con una gamba estesa e l\u2019altra molto piegata (vedere Maier in fase-II sotto).<\/p>\n<p><center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-223\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/15_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"15_SkiinModernRaceTurns\" width=\"377\" height=\"282\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"377\"><meta itemprop=\"height\" content=\"282\"><\/span><br \/>\n<center><i>foto: cortesia di Ron LeMaster<\/i><\/center><\/center><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ora, lo sciatore inizia a inclinarsi all\u2019interno dell\u2019arco di curva e lo spigolo esterno dello sci interno tocca la neve all\u2019inizio di fase-II. Ci\u00f2 avviene esattamente nel momento in cui in una normale curva il peso inizia a trasferirsi sull\u2019interno. Se questo esercizio \u00e8 eseguito correttamente, forza lo sciatore a enfatizzare il piegamento della gamba interna e il trasferimento del carico. Ovviamente questo esercizio richiede e sviluppa l\u2019equilibrio laterale dello sciatore. E\u2019 importante che lo sci interno sia posizionato sullo spigolo al giusto angolo. Un errore piuttosto comune in questo esercizio \u00e8 di sollevare l\u2019interno per poi riposizionarlo quasi piatto senza nessun movimento del corpo verso l\u2019interno dell\u2019arco di curva. La traccia lasciata dallo sciatore che esegue questo esercizio correttamente dovrebbe apparire come questa:<\/p>\n<p><center><\/center><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-224\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/16_SkiinModernRaceTurns.jpg\" alt=\"16_SkiinModernRaceTurns\" width=\"213\" height=\"356\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"213\"><meta itemprop=\"height\" content=\"356\"><\/span><\/p>\n<p>Una delle varianti di questo esercizio \u00e8 l\u2019esecuzione che prevede di piazzare la punta dello sci un po\u2019 pi\u00f9 indietro di quella dell\u2019esterno quando l\u2019interno tocca la neve. Tutto ci\u00f2 \u00e8 utile per evitare che un eccessivo spostamento sagittale degli sci causi una caduta sull\u2019interno.<\/p>\n<p>Un\u2019altra variante dell\u2019esercizio prevede di sollevare l\u2019interno e collocare la punta sopra a quella esterna (da non confondere con una curva a giavellotto). Quando sia eseguito correttamente, permette allo sciatore di mettere maggiore pressione sulla spatola dello sci esterno all\u2019inizio della fase-I. In entrambe queste varianti le tracce lasciate sulla neve dovrebbero essere uguali a quelle illustrate sopra. Un uso in combinazione di queste varianti dell\u2019esercizio con curve normali (con entrambi gli sci appoggiati sulla neve) consente allo sciatore di acquisire una sequenza di movimenti che permette un efficace uso dello sci interno. Ai livelli pi\u00f9 avanzati di sviluppo questi esercizi possono essere usati tra le porte.<br \/>\nSono convinto che una comprensione del ruolo dello sci interno sia necessaria agli allenatori e agli atleti a qualunque livello. Spero che quest\u2019articolo sia stato di aiuto.<\/p>\n<p><i>(Titolo originale <a href=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/use-of-the-inside-ski-in-modern-race-turns\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cUse of the Inside Ski in Modern Race Turns\u201d<\/a>)<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se l\u2019uso dello sci interno \u00e8 stato parte della tecnica moderna per pi\u00f9 di un decennio, \u00e8 ancora ampiamente discusso e dibattuto nella comunit\u00e0 degli sciatori agonisti e, secondo me, \u00e8 spesso incompreso. 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Tutti sanno che per condurre una curva un agonista deve mettere i suoi sci sullo spigolo per mezzo dell\u2019esecuzione di una successione di elementi tecnici in genere descritti come presa di spigolo. Gli atleti del passato, usando sci pi\u00f9 lunghi e meno sciancrati, usavano in maniera predominante l\u2019angolazione di ginocchia e di anche per produrre la presa di spigolo necessaria. La tecnica moderna eseguita con sci pi\u00f9 corti e sciancrati detta una meccanica differente della presa di spigolo \u2013 <i>l\u2019inclinazione<\/i>.<\/p>\n<p>Cos\u2019e\u2019 l\u2019inclinazione? In semplici termini si tratta di uno spostamento dell\u2019intero corpo dello sciatore dal suo asse verticale nella direzione del centro della successiva curva come dimostrato qui sotto dall\u2019autore:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-123\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/InclinedToWin001.jpg\" alt=\"InclinedToWin001\" width=\"575\" height=\"403\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"575\"><meta itemprop=\"height\" content=\"403\"><\/span><\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-124\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/InclinedToWin002.jpg\" alt=\"InclinedToWin002\" width=\"576\" height=\"403\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"576\"><meta itemprop=\"height\" content=\"403\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto 1<\/i><\/center>La linea gialla mostra l\u2019allineamento del corpo necessario per un\u2019efficace inclinazione nella fase iniziale della curva:<br \/>\n&#8212; La parte esterna del corpo \u00e8 diritta<br \/>\n&#8212; La gamba esterna \u00e8 estesa e spalle e anche sono allineate e perpendicolari alla linea che le connette agli sci (notate le linee sovrapposte sulla foto 1).<\/p>\n<p>Come si vede dalla foto 1, il corpo dello sciatore e\u2019 in perfetto allineamento scheletrico con un minimo sforzo da parte delle articolazioni.<\/p>\n<p>Un\u2019inclinazione eseguita appropriatamente \u00e8 differente dal \u201ccadere\u201d all\u2019interno, con l\u2019applicazione di un peso eccessivo sullo sci interno troppo presto all\u2019inizio della curva, ed \u00e8 considerato da allenatori e agonisti un errore tecnico grossolano. Mentre si inclina, l\u2019autore (nella foto 2) continua a spostare insieme le anche e le spalle.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-125\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/InclinedToWin003.jpg\" alt=\"InclinedToWin003\" width=\"468\" height=\"467\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"468\"><meta itemprop=\"height\" content=\"467\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto 2<\/i><\/center>Una volta che la linea delle spalle inizia a inclinarsi di pi\u00f9 di quella della anche, lo sciatore finisce per pendere all\u2019interno della curva e a derapare. Ad ogni modo, sia avere la linea delle spalle pi\u00f9 inclinata delle anche sia mantenerla deliberatamente parallela alla neve nella prima parte di curva, porta in seguito a un\u2019eccessiva angolazione spesso chiamata \u201cposizione bloccata\u201d.<\/p>\n<p>Nella tecnica moderna da gigante l\u2019angolo di spigolo degli sci viene creato principalmente dalla gamba esterna estesa con poca o nulla angolazione di ginocchia come mostrato nella foto 3 dal finlandese Kalle Palander e dallo svedese Frederik Nyberg. Entrambe le immagini sono state scattate durante lo slalom gigante di Beaver Creek, Colorado nel Dicembre del 2005.<\/p>\n<p><div class=\"col-md-6 column\"><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-127\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/InclinedToWin004.jpg\" alt=\"InclinedToWin004\" width=\"231\" height=\"277\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"231\"><meta itemprop=\"height\" content=\"277\"><\/span><\/div><div class=\"col-md-6 column\"><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-126\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/InclinedToWin005.jpg\" alt=\"InclinedToWin005\" width=\"230\" height=\"276\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"230\"><meta itemprop=\"height\" content=\"276\"><\/span><\/div><\/p>\n<p><center><i>Foto 3<\/i><\/center>L\u2019inclinazione, eseguita con il giusto tempismo e precisione, \u00e8 un\u2019arte che implica anni di allenamento per essere padroneggiata. Per comprendere come mai sia divenuta una dei fondamentali della tecnica moderna dobbiamo considerare il principio fondamentale della conduzione lungo una serie di porte. Un agonista che pu\u00f2 condurre le sue curve pi\u00f9 pulitamente mantenendo la linea pi\u00f9 diretta tra le porte manterr\u00e0 la velocit\u00e0 pi\u00f9 alta. La fisica di questo processo \u00e8 molto semplice \u2013 uno sciatore che conduce curve lungo la linea pi\u00f9 diretta muover\u00e0 anche il suo baricentro lungo la linea pi\u00f9 diretta. Questo \u00e8 chiaramente dimostrato da quello che si pu\u00f2 sostenere essere lo sciatore pi\u00f9 efficiente dell\u2019era moderna, l\u2019austriaco Hermann Maier, qui ripreso durante una pista di slalom gigante a Beaver Creek, Colorado nel 2005 (foto 4).<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-128\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/InclinedToWin006.jpg\" alt=\"InclinedToWin006\" width=\"661\" height=\"380\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"661\"><meta itemprop=\"height\" content=\"380\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto 4<\/i><\/center>Atleti e allenatori sono generalmente d\u2019accordo sul fatto che un maggiore angolo di spigolo fornisca una migliore tenuta. Per\u00f2, troppo spigolo all\u2019inizio della curva risulta in un affondamento degli spigoli nella neve producendo un rallentamento. Un\u2019inclinazione eseguita bene consente a Hermann Maier (foto 4) di raggiungere un\u2019inclinazione degli sci sulla neve in maniera progressiva lungo la prima met\u00e0 di curva senza rallentare prematuramente. Maier ottiene la migliore meccanica dell\u2019inclinazione usando alcuni elementi tecnici di base, che devono essere presenti nell\u2019arsenale di ogni sciatore dai livelli giovanili fino alla nazionale.<\/p>\n<h3><i>Estensione<\/i><\/h3>\n<p>L\u2019estensione della gamba sterna \u00e8 essenziale per una\u2019appropriata inclinazione e spostamento all\u2019interno come dimostrato da Maier (foto 3).<\/p>\n<p>L\u2019estensione della \u201cnuova\u201d gamba esterna, che era piegata al termine della curva precedente, e\u2019 un elemento chiave per un\u2019inclinazione efficace. Mentre le gambe sono estese, le anche e le ginocchia non sono \u201cbloccate\u201d come dimostrato dagli atleti nelle foto 1-3.<\/p>\n<h3><i>Proiezione<\/i><\/h3>\n<p>La proiezione \u00e8 il movimento del baricentro nella direzione della curva futura. Questo movimento \u00e8 chiaramente dimostrato da Maier (foto 3) nella transizione e cambio di spigolo tra la porta rossa e quella blu. La parte superiore del corpo dell\u2019atleta e le anche si proiettano in avanti, sopra gli sci mentre questi passano sotto il corpo. Possiamo chiamare \u201ccross-over\u201d il movimento del baricentro dell\u2019atleta che passa sopra agli sci, mentre \u201ccross-under\u201d e\u2019 il nome del movimento delle gambe quando gli sci passano sotto il corpo.<\/p>\n<p>Nella tecnica moderna estensione e proiezione sono divenute inseparabili. Esse forniscono il necessario movimento verso l\u2019interno e avanti del baricentro durante la fase iniziale della curva. La combinazione di estensione e proiezione permette a Maier di entrare nella nuova curva con un\u2019appropriata inclinazione con anche e spalle parallele tra loro e con la gamba esterna estesa (vedere i tre fotogrammi a monte dell\u2019ultima porta blu). Una corretta esecuzione dell\u2019estensione\/proiezione permette di mantenersi centrali in maniera efficace.<\/p>\n<h3><i>Riguadagnare la centralit\u00e0 tra le curve.<\/i><\/h3>\n<p>Riportarsi in equilibrio o riguadagnare la centralit\u00e0 \u00e8 necessario per generare pressione sulla spatola del \u201cnuovo\u201d sci esterno nella fase iniziale dell\u2019inclinazione. E\u2019 necessario riguadagnare la centralit\u00e0 qualunque sia il movimento usato al cambio di spigoli. Mentre nella foto 3 Maier usa un puro movimento di alleggerimento del peso tramite il piegamento delle gambe al cambio di spigoli tra la prima porta blu e la successiva rossa, tra la rossa e la blu lui usa un po\u2019 pi\u00f9 di movimento verso l\u2019alto; in entrambe le curve l\u2019atleta inizia l\u2019inclinazione con una sufficiente pressione sulla punta dello sci esterno (vedere i tre fotogrammi sopra la porta rossa e i tre sopra la porta blu). Probabilmente la dimostrazione dell\u2019autore fornisce una migliore prospettiva sul movimento di che consente di riportarsi contrali poich\u00e9 le fotografie sono prese di lato.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-129\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/InclinedToWin007.jpg\" alt=\"InclinedToWin007\" width=\"576\" height=\"279\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"576\"><meta itemprop=\"height\" content=\"279\"><\/span><\/p>\n<p>Nel secondo fotogramma l\u2019autore \u00e8 in equilibrio sulle code degli sci mentre gli spigoli vengono rilasciati per terminare la curva precedente. A questo punto entrambe le punte degli sci sono sollevate dalla neve ma entro una frazione di secondo lo sciatore ha riguadagnato la centralit\u00e0 (terzo fotogramma). La gamba esterna \u00e8 distesa e la punta dello sci esterno \u00e8 appoggiata alla neve. La pressione sulla spatola dello sci \u00e8 evidente nell\u2019ultimo fotogramma, dove si nota una deformazione degli sci.<\/p>\n<h3><i>Angolazione Dinamica<\/i><\/h3>\n<p>L\u2019angolazione, o come si dice \u201cspezzare le anche\u201d, e\u2019 mostrata da Pallander e Nyberg (foto 3). Spesso considerato un movimento di presa di spigolo, l\u2019angolazione in realt\u00e0 \u00e8 solo un complemento dell\u2019inclinazione. Serve a mantenere la presa di spigolo quando le forze aumentano nella seconda met\u00e0 di curva. L\u2019angolazione non pu\u00f2 essere eseguita efficacemente se l\u2019angolo di spigolo non viene inizialmente creato dall\u2019inclinazione. Per una veloce uscita dalla curva \u00e8 importante che la gamba esterna rimanga estesa fino a che l\u2019arco sia completato. La tendenza della tecnica moderna di usare meno angolazione e una pi\u00f9 pronunciata inclinazione \u00e8 chiaramente dimostrato da Maier (foto 3, fotogrammi sull\u2019ultima porta blu). Vale la pena di dire che l\u2019angolazione nella tecnica moderna viene creata da un raddrizzamento del busto che porta le spalle dello sciatore parallele alla neve. Molto spesso, un movimento esagerato di angolazione a livello delle anche non e\u2019 pi\u00f9 necessario. La quantit\u00e0 di angolazione e\u2019 determinato dalla velocit\u00e0 e dal raggio di curva.<\/p>\n<p>Le tendenze della tecnica moderna esaminate sopra hanno bisogno di essere riflesse nell\u2019insegnamento dei giovani sciatori. Molti giovani atleti sciano ancora troppo staticamente in posizioni bloccate utilizzando un\u2019eccessiva angolazione di anca. Molte volte la posizione statica e bloccata \u00e8 involontariamente creata dagli allenatori stessi che tentano di correggere la tendenza a \u201ccadere all\u2019interno\u201d chiedendo agli sciatori di lavorare sul parallelismo delle spalle alla neve. Quest\u2019approccio \u00e8 scorretto poich\u00e9, mentre pu\u00f2 curare il problema della caduta all\u2019interno, sviluppa una sequenza di movimenti incompatibile con una sciata dinamica da gara. Infatti, una certa quantit\u00e0 di caduta all\u2019interno e\u2019 sempre presente nella sciata degli atleti che stanno imparando l\u2019inclinazione. Solitamente la \u201ccaduta all\u2019interno\u201d \u00e8 il risultato di difetti di equilibrio che impediscono una corretta proiezione del baricentro e un efficace riguadagno della centralit\u00e0. La migliore cura \u00e8 ritornare al fondamentale lavoro di sviluppo dell\u2019equilibrio, delle capacit\u00e0 e delle sensazioni necessarie per utilizzare efficacemente l\u2019elemento chiave della tecnica moderna esaminato in questo articolo \u2013 <b>l\u2019inclinazione<\/b>.<\/p>\n<p><i>(Titolo originale <a href=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/inclined-to-win-ski\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cInclined to Win\u201d<\/a>)<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Condurre curve da gigante pulite \u00e8 stato lo scopo pi\u00f9 importante per agonisti e allenatori lungo gli ultimi vent\u2019anni. Tutti sanno che per condurre una curva un agonista deve mettere i suoi sci sullo spigolo per mezzo dell\u2019esecuzione di una successione di elementi tecnici in genere descritti come presa di spigolo. 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Mentre lo sci esterno ha il ruolo principale nella fase iniziale della curva, l\u2019azione dell sci interno \u00e8 essenziale per incidere la sezione finale dell\u2019arco di curva.<\/p>\n<p>In quest\u2019articolo vorrei concentrarmi sulle specifiche finezze tecniche dell\u2019incisione dell\u2019arco di curva con l\u2019aiuto dello sci interno.<\/p>\n<p>Prima di tutto \u00e8 necessario citare un dato di fatto molto semplice gi\u00e0 conosciuto molto bene da agonosti e allenatori \u2013 la forza di gravit\u00e0 e d\u2019inerzia all\u2019uscita di curva, quando utilizzata correttamente, d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di accelerare molto pi\u00f9 di quanto uno sciatore possa generare con movimenti o sforzi muscolari particolari. Un arco ottimale (detto a virgola) consente il miglior trasferimento di energia da una curva alle successive. Perch\u00e9 questo trasferimento avvenga, quando s\u2019insegna la tecnica moderna, si dovrebbe porre l\u2019accento sull\u2019importanza delle tibie parallele e di un angolo di spigolo identico tra i due sci, con entrambi gli sci che disegnano archi di cerchio concentrici. Questo \u00e8 sicuramente un modello ideale. Nella realt\u00e0, si ottiene solo con un certo grado di approssimazione. Tuttavia, gli agonisti dovrebbero sforzarsi di incidere in maniera ideale con entrambi gli sci messi di spigolo identicamente, semplicemente perch\u00e9 \u00e8 la maniera pi\u00f9 veloce di eseguire le curve sulla pista di gara.<\/p>\n<p>Comunque, se guardate attentamente, potrete notare che spesso anche gli agonisti di elite non sono in grado di iniziare la curva con le tibie parallele. Vi \u00e8 un certo numero di ragioni, per esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>Tentare costantemente di spostare lo sci esterno il pi\u00f9 possibile all\u2019esterno e lontano dal corpo per inserirlo nella giusta linea di curva pu\u00f2 risultare in una posizione ad A delle tibie.<\/li>\n<li>Forse vi \u00e8 un\u2019insufficiente proiezione del baricentro dello sciatore in avanti e sopra gli sci all\u2019inizio della nuova curva (probabilmente dovuto a un cattivo ritorno in centralit\u00e0 dalla curva precedente).<\/li>\n<li>A volte la causa della posizione a A \u00e8 semplicemente la bassa velocit\u00e0 che non consente di iniziare la curva inclinando parallelamente entrambe le tibie.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Qualunque sia la causa, gli agonisti sono frequentemente sorpresi in una posizione a A con le tibie notevolmente non parallele nella fase inniziale della curva come di pu\u00f2 vedere nella foto sotto.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"size-full wp-image-112 aligncenter\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image001.jpg\" alt=\"image001\" width=\"213\" height=\"139\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"213\"><meta itemprop=\"height\" content=\"139\"><\/span><\/p>\n<p>In questa fotografia la mia gamba sinistra \u00e8 estesa e lo sci esterno \u00e8 posizionato sullo spigolo con un angolo molto grande. Se si continuasse la curva con questa posizione delle gambe, non si sarebbe in grado di avvicinarsi alla conduzione su due archi concentrici.<\/p>\n<p>Vi sono solo due scenari possibili con questa posizione delle gambe, entrambi difficili da gestire:<\/p>\n<ol>\n<li>Lo sci interno \u00e8 caricato eccessivamente, prosegue in pratica diritto e \u201csgancia\u201d l\u2019esterno dall\u2019arco di curva. Lo sci esterno \u00e8 trascinato per il resto della curva e contribuisce a una certa riduzione di velocit\u00e0.<\/li>\n<li>Lo sciatrore riesce in qualche modo a mantenere la pressione sull\u2019esterno (che \u00e8 abbastanza difficile) e l\u2019interno galleggia e rallenta la curva.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In quest\u2019ultimo caso lo spigolo dello sci esterno si aggancia eccessivamente contribuendo ulteriormente alla perdita di velocit\u00e0. In nessuno dei due casi la velocit\u00e0 pu\u00f2 essere mantenuta con un efficace trasferimento dell\u2019inerzia nella curva successiva.<\/p>\n<p>La soluzione al problema \u00e8 ovvia \u2013 entrambi gli sci devono lavorare all\u2019unisono mentre incidono l\u2019arco di curva. Ad ogni modo, questo non \u00e8 sempre ottenuto.<\/p>\n<p>La naturale reazione di uno sciatore in questa situazione \u00e8 di piegarsi sullo sci interno in pratica piatto (\u201ccomodamente\u201d posizionato sotto il baricentro dello sciatore). Comunque, per completare efficacemente la curva, lo sciatore deve raggiungere la posizione in cui entrambi gli sci siano sullo spigolo nello stesso modo. Per farlo il suo corpo deve spostarsi all\u2019interno della curva per creare la presa di spigolo necessaria con la proiezione del baricentro all\u2019interno dell\u2019arco della curva. Questo esempio pu\u00f2 essere usato come riferimento da chi voglia comprendere come funzioni questo elemento della tecnica moderna di curva. Io mantengo la maggior parte della pressione sullo sci esterno (circa il 70-80%) mentre continuo a spostare il corpo all\u2019interno della curva piegando il ginocchio interno e spostandolo gradualmente all\u2019interno verso il centro della curva come dimostrato in questa fotografia:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"size-full wp-image-113 aligncenter\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image002.jpg\" alt=\"image002\" width=\"278\" height=\"173\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"278\"><meta itemprop=\"height\" content=\"173\"><\/span><\/p>\n<p>E\u2019 molto importante iniziare il movimento del ginocchio interno almeno nella seconda fase della curva dalla linea della massima pendenza. Nello stesso momento, una porzione del peso si trasferisce sullo sci interno. Nonostante la posizione delle tibie non abbia raggiunto il parallelismo, possiamo vedere nella fotografia che la spatola del mio sci interno \u00e8 agganciata alla neve e sta iniziando a condurre. Il raggio di questo arco \u00e8 decisamente pi\u00f9 ampio del raggio disegnato dallo sci esterno. Per diminuire la differenza dei due raggi ho la necessit\u00e0 di continuare a spostare il ginocchio interno in modo da incrementare l\u2019angolo dello sci interno come dimostrato della fotografia.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"size-full wp-image-114 aligncenter\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image003.jpg\" alt=\"image003\" width=\"307\" height=\"196\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"307\"><meta itemprop=\"height\" content=\"196\"><\/span><\/p>\n<p>Nel momento in cui lo sciatore supera la linea di massima pendenza le tibie devono essere vicine al parallelismo. E\u2019 importante ricordare che le punte degli sci deveno essere alla stessa altezza. Un\u2019eccessiva differenza di livello delle punte, con uno sci che sopravanza l\u2019altro, non consente un efficace carico dell\u2019interno ed un conseguente vincolo sulla neve . Se le tibie sono parallele e le punte non sono troppo sfalsate, gli sci possono incidere correttamente la neve senza interferire tra di loro. In ogni modo, non c\u2019\u00e8 il pericolo che gli sci s\u2019incrocino anche se dovessero avvicinarsi molto alla fine della curva.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 vedere nella fotografia seguente, io raggiungo un parallelismo quasi perfetto verso la fine della curva. A questo punto, gli sci sono posizionati circa allo stesso angolo di spigolo e lontano dalla proiezione a terra del mio baricentro.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"size-full wp-image-115 aligncenter\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image004.jpg\" alt=\"image004\" width=\"335\" height=\"205\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"335\"><meta itemprop=\"height\" content=\"205\"><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"size-full wp-image-116 aligncenter\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image005.jpg\" alt=\"image005\" width=\"335\" height=\"222\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"335\"><meta itemprop=\"height\" content=\"222\"><\/span><\/p>\n<p>Proprio in questa fase della curva il massimo carico viene messo sullo sci interno. Per mantenere una posizione dinamicamente in equilibrio alla fine della curva, si raccomanda di sentire maggiore pressione sul tallone del piede esterno e sul linguettone. Il contatto tra la tibia della gamba interna alla curva e il linguettone si incrementa. A questo punto lo sciatore dovrebbe chiaramente sentire la pressione aumentare sulla parte esterna del piede interno, nell\u2019area dell\u2019attaccatura delle dita del piede.<\/p>\n<p>Possiamo chiaramente notare il movimento descritto sopra in uno dei migliori sciatori di Coppa del Mondo, lo svizzero Didier Cuche, in campo libero su un ghiacciaio.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"size-full wp-image-117 aligncenter\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/DidierCuche.jpg\" alt=\"DidierCuche\" width=\"271\" height=\"288\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"271\"><meta itemprop=\"height\" content=\"288\"><\/span><\/p>\n<p>Il movemento con le tibie parallele \u00e8 molto chiaro.<\/p>\n<p>Vediamo ora come questi movimenti vengono applicati da atleti di Coppa del Mondo durante una gara.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter wp-image-118 size-full\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/KallePallander.jpg\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"500\" height=\"376\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"500\"><meta itemprop=\"height\" content=\"376\"><\/span><\/p>\n<p>In questo foto montaggio, vediamo uno dei vincitori di alcune gare di Coppa del Mondo, il finalandese Kalle Pallander. E\u2019 facile notare che Kalle inizia la curva con le tibie non parallele e gli sci non allo stesso grado di spigolo. Infatti, lo sci interno \u00e8 quasi piatto e l\u2019anca interna \u00e8 lontana dalla neve (fotogramma 1). Invece, durante la curva (fotogrammi 2 e 3) Kalle si sposta all\u2019interno, nelle direzione del centro della curva. Simultaneamente, sposta il ginocchio interno verso il centro curva, incrementando il suo spigolo. All\u2019inizio della fase finale della curva (fotogramma 3, sulla porta), Kalle porta le tibie ad essere parallele e raggiunge una posizione del corpo quasi perfetta con gli sci posizionati su angoli di spigolo identici. In questo momento, lo spostamento del corpo all\u2019interno della curva \u00e8 evidente se lo compariamo con la posizione dell\u2019anca di Kalle tra i fotogrammi 1 e 3. Nel fotogramma 4 l\u2019arco \u00e8 praticamente completato e Kalle inizia a svicolare gli spigoli spostando il baricentro in avanti. Questo movimento crea, di nuovo, un non parallelismo delle tibie che si verifica a causa del fatto che lo spigolo dello sci esterno inizia a perdere vincolo per primo mentre sempre maggior peso viene spostato per un tempo molto breve sullo spigolo esterno dello sci interno.<\/p>\n<p>Il successivo montaggio pu\u00f2 anche essere preso ad esempio di come si raggiunga una posizione corretta delle tibie e degli sci per ogni fase della curva:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-119\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/DanielAlbrieght.jpg\" alt=\"DanielAlbrieght\" width=\"576\" height=\"550\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"576\"><meta itemprop=\"height\" content=\"550\"><\/span><\/p>\n<p>Qui vediamo il promettente sciatore svizzero Daniel Albrieght. Suppongo che sia evidente dal montaggio che Daniel, come Pallander, si sforzi di mantenere la sua velocit\u00e0 nella fase finale della curva per mezzo dello spostamento del ginocchio interno e produrre cos\u00ec il parallelismo delle tibie.<\/p>\n<p>Considerando che incidere un arco di curva richiede non pi\u00f9 di mezzo secondo, il movimento del ginocchio per raggiungere il parallelismo delle tibie deve essere eseguito ad un livello istintivo. Perci\u00f2, si richiede un allenamento tecnico specifico.<\/p>\n<p>Prima di tutto \u00e8 molto importante che il movimento non si riduca al semplice spostare il ginocchio, ma si dovra anche curare lo spostamento del corpo verso l\u2019interno della curva. Il solo movimento del ginocchio porter\u00e0 a una presa di spigolo eccessiva dello sci interno o ad una spigolatura piuttosto che ad ina conduzione della fase finale di curva con entrambi gli sci.<\/p>\n<p>Esiste un semplice esercizio per sviluppare la capacit\u00e0 di sciare a tibie parallele; inizialmente, questo esercizio dovr\u00e0 essere eseguito a bassa velocit\u00e0 e su un pendio relativamente dolce.<\/p>\n<p>Applicando una minima inclinazione del corpo all\u2019interno della curva con gli sci ben distanziati, il ginocchio interno viene spostato in una posizione parallela all\u2019altro ginocchio e tenuto in questa posizione per una met\u00e0 dell\u2019arco di curva come dimostrato dall\u2019autore nella successiva sequenza di fotogrammi:<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-120\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image009.jpg\" alt=\"image009\" width=\"332\" height=\"230\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"332\"><meta itemprop=\"height\" content=\"230\"><\/span><\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-121\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image010.jpg\" alt=\"image010\" width=\"419\" height=\"268\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"419\"><meta itemprop=\"height\" content=\"268\"><\/span><\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 di questo esercizio \u00e8 esagerata dalla posizione degli sci che si trovano molto distanziati. Viene richiesta una certa dose di equilibrio e una precisa distribuzione delle pressioni tra il tallone del piede esterno e l\u2019attaccatura delle dita del piede interno. La sensazione di contatto tra la tibia interna e il linguattone \u00e8 altres\u00ec molto importante poich\u00e9 permette di tenere le punte degli sci allo stesso livello.<\/p>\n<p>Se non si mantengono le punte allo stesso livello \u00e8 quasi impossibile fare agganciare la spatola dello sci interno; condizione che consente di minimizzare la differenza tra i raggi degli archi incisi dai due sci. E\u2019 molto importante che a bassa velocit\u00e0 questo esercizio non si riduca nello spostare le ginocchia da una parte all\u2019altra come spesso suggerito da alcuni allenatori e maestri. Un tale movimento crea un programma motorio biomeccanicamanete errato, forzando l\u2019atleta a cambiarlo non appena si raggiungono velocit\u00e0 pi\u00f9 elevate. Per evitare questo problema la gamba esterna dovrebbe essere quasi completamente estesa durante questo esercizio.<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-121\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/image010.jpg\" alt=\"image010\" width=\"419\" height=\"268\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"419\"><meta itemprop=\"height\" content=\"268\"><\/span><\/p>\n<p>Se eseguito correttamente, questo esercizio instilla il corretto allineamento scheletrico che va usato nelle normali curve. Mentre lavorate all\u2019allineamnto delle tibie con questo esercizio, o anche solo mentre fate curve su un pendio medio, potete sentire che questi movimenti sono persino troppo semplici e che vengono eseguiti troppo facilmente. Spesso devo scoraggiare questo genere di illusioni. Provate a mettervi su un pendio pi\u00f9 ripido e aumentate la velocit\u00e0. Qui, allineare le tibie, agganciarsi al momento giusto alla neve e applicare le corrette pressioni allo sci interno diviene progressivamente molto difficile. Sulla pista da gara sar\u00e0 ancora pi\u00f9 difficile. Quindi, vale la pena dedicare una certa quantit\u00e0 di tempo a lavorare all\u2019allineamento delle tibie in campo libero cos\u00ec come in gara, incrementando gradualmente velocit\u00e0 e pendenza. E\u2019 necessario ottenere una buona simmetria dei due lati del corpo e un\u2019esecuzione nei tempi prescritti prima di spingersi a velocit\u00e0 maggiori e su terreni pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p><i>(Titolo originale <a href=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/movement-of-the-inside-leg-or-matching-the-shins-for-effective-arcs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cMovement of the inside leg or matching the shins for effective arcs\u201d<\/a>)<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come citato in altri articoli di questo sito, l\u2019utilizzo attivo di entrambe le tibie nella curva \u00e8 fondamentale nella tecnica sciistica moderna. Mentre lo sci esterno ha il ruolo principale nella fase iniziale della curva, l\u2019azione dell sci interno \u00e8 essenziale per incidere la sezione finale dell\u2019arco di curva. 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Tuttavia, durante alcuni seminari tenuti in Canada e Stati Uniti, ho scoperto che vi sono un gran numero d\u2019idee sbagliate a proposito dell\u2019uso del bastone nella tecnica moderna. Molti allenatori e maestri pensano che la puntata del bastone non sia necessaria per eseguire curve condotte con i moderni sci da slalom. Alcuni vanno anche pi\u00f9 in l\u00e0 dicendo che gli atleti non utilizzano pi\u00f9 i bastoni. Altri penano invece che la puntata del bastone sia ancora importante per curvare sugli sci. In quest\u2019articolo tenter\u00f2 di illustrare la natura di queste assunzioni scorrette.<\/p>\n<p>Prima di tutto, vorrei evidenziare che anche se parler\u00f2 principalmente dell\u2019uso del bastone in slalom, la maggior parte di ci\u00f2 che dir\u00f2 potr\u00e0 essere applicata al gigante e anche alle discipline veloci. L\u2019evoluzione dell\u2019attrezzatura sciistica ha spinto a disegnare piste da super-G e da discesa libera con molte curve chiuse. Gli atleti usano spesso la puntata del bastone o anche il solo tocco per percorrerle ad alta velocit\u00e0 e collegare gli archi di curva in maniera efficace. Parlando dello slalom, possiamo dire che l\u2019appoggio del bastone \u00e8 utilizzato ovunque, con l\u2019eccezione delle sezioni del tracciato pi\u00f9 piatte.<\/p>\n<p>Per enfatizzare la necessit\u00e0 dell\u2019appoggio del bastone, gli allenatori austriaci spesso ripetono \u201cse hai lasciato a case l\u2019appoggio sul bastone, corri a casa invece di correre in gara\u201d. Mi sento di raccomandare questa piccola regola a tutti i giovani agonisti e ai loro allenatori.<\/p>\n<p>Per un certo numero di anni, prima dell\u2019arrivo dei nuovi sci da slalom con profonde sciancrature, gli atleti usavano spesso l\u2019appoggio bloccato sul bastone. Quando lo si esegue, lo sciatore gira la mano e il polso all\u2019infuori; in tal modo il bastone non viene puntato perpendicolare al terreno ma con un piccolo angolo, come io dimostro qui sotto con il mio braccio destro (fotogramma 4), al termine della sequenza:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-105\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/greg.jpg\" alt=\"greg\" width=\"521\" height=\"329\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"521\"><meta itemprop=\"height\" content=\"329\"><\/span><\/p>\n<p>Un tale appoggio sul bastone eseguito con un certo angolo in direzione dell\u2019avanzamento blocca il movimento della parte superiore del corpo, specialmente se combinato con una posizione sfavorevole delle gambe. E\u2019 ovvio che si generi cos\u00ec una rotazione delle gambe e, di conseguenza, degli sci. Prima della recente evoluzione degli attrezzi sciavamo su lunghi sci con poca sciancratura e gli atleti usavano la rotazione degli sci come fase iniziale delle curve condotte, su qualunque raggio, dallo slalom alla discesa libera.<\/p>\n<p>Tuttavia, la tecnica moderna mira a connettere in maniera fluida gli archi di curva. Per fare ci\u00f2 non c\u2019e\u2019 necessit\u00e0 di assumere posizioni ruotate rispetto all\u2019asse degli sci o di usare un appoggio bloccato sul bastone. Alcune volte un appoggio bloccato del bastone \u00e8 usato dagli atleti quando si trovano in ritardo o si trovano a sbandare al termine della curva. In queste situazioni, anche un appoggio bloccato perfettamente eseguito non riesce a impedire una grossa perdita di tempo. Per questa ragione, \u00e8 raro vederlo tra gli atleti di Coppa del Mondo. <i>Credo che coloro i quali ancora insegnano l\u2019appoggio bloccato siano poco aggiornati<\/i>.<\/p>\n<p>Alcuni colleghi, allenatori e maestri non prestano sufficiente attenzione nell\u2019insegnare un uso appropriato dell\u2019appoggio del bastone. Le ragioni sono solitamente basate sulla convinzione che molti atleti di alto livello non lo usano per nulla. Questa \u00e8 un\u2019assunzione semplicemente sbagliata e un tale approccio all\u2019insegnamento dei fondamentali della tecnica moderna ha un impatto negativo sul progresso e i risultati dei giovani e meno giovani atleti nel lungo termine.<\/p>\n<p>Indubbiamente, il ruolo dell\u2019appoggio sul bastone \u00e8 cambiato moltissimo. Sia gli atleti sia gli allenatori hanno bisogno di comprendere bene quando e perch\u00e9 \u00e8 utilizzato. Come detto in altri articoli in questo sito, l\u2019arco di una curva moderna \u00e8 quello di una virgola percorsa in accelerazione, leggermente pi\u00f9 stretta all\u2019inizio ma che va aprendosi verso il termine. Per generare questa forma gli atleti spostano pi\u00f9 peso sulle code che sono pi\u00f9 diritte alla fine della fase che completa la curva. Tuttavia, per impegnare la spatola dello sci all\u2019inizio della curva \u00e8 necessario spostare il peso in avanti o, per lo meno, ritornare in una posizione centrale se ci si trova su una pendenza pi\u00f9 dolce.<\/p>\n<p>Questo processo di regolazione dell\u2019equilibrio \u00e8 spesso chiamato<i> ricerca della centralit\u00e0<\/i>. Questo movimento di ricerca della centralit\u00e0 dipende dalla forma degli archi che lo sciatore sta tentando di unire. E\u2019 evidente che su pendenze dolci e piste pi\u00f9 diritte la ricerca della centralit\u00e0 sia minima e la sua esecuzione non presenta problemi di sorta nemmeno per atleti molto giovani. Tuttavia, su piste pi\u00f9 ripide, anche atleti forti spesso rimangono arretrati, per poi riguadagnare la centralit\u00e0 troppo in ritardo o non facendolo per nulla. Pi\u00f9 spesso di quanto non si creda, questo errore fatale \u00e8 dovuto ad una insufficiente o totale mancanza dell\u2019esecuzione dell\u2019appoggio sul bastone. Nella tecnica moderna <i>l\u2019appoggio sul bastone \u00e8 utilizzato per ricercare la centralit\u00e0 al momento giusto e in maniera efficace<\/i>.<\/p>\n<p>Nella prossima sequenza \u00e8 dimostrato l\u2019appoggio sul bastone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-106\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/greg2.jpg\" alt=\"greg2\" width=\"539\" height=\"378\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"539\"><meta itemprop=\"height\" content=\"378\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto di Lev Akhsanov<\/i><\/center>Nel secondo fotogramma (dall\u2019alto) la maggior parte del peso insiste sulla coda dello sci destro. Un buon appoggio sul bastone mi aiuta a proiettare il baricentro verso la massima pendenza e a generare pressione sulla spatola del \u201cnuovo\u201d sci esterno (fotogrammi 3 e 4). In un decimo di secondo sono stato in grado di riguadagnare centralit\u00e0 e a incidere la neve con il mio sci sinistro (fotogrammi 5 e 6).<\/p>\n<p>Un altro esempio di esecuzione di un appoggio sul bastone \u00e8 mostrato nella prossima sequenza:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-107\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/AndreAmodt1.jpg\" alt=\"AndreAmodt1\" width=\"432\" height=\"220\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"432\"><meta itemprop=\"height\" content=\"220\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto di Lev Akhsanov<\/i><\/center>Di nuovo, il peso si trova sulla coda dello sci sinistro nel fotogramma 1. L\u2019appoggio sul bastone mi aiuta a estendermi in avanti e all\u2019interno dell\u2019arco di curva. La ricerca della centralit\u00e0 ha cos\u00ec luogo nel momento in cui inizia la massima pendenza nel fotogramma 5.<\/p>\n<p>Dato che la curva \u00e8 stata eseguita su un pendio relativamente dolce, la ricerca della centralit\u00e0 non \u00e8 molto enfatizzata e non richiede un appoggio sul bastone molto aggressivo. <i>Tuttavia, su una pista da gara ripida c\u2019\u00e8 bisogno di un robusto appoggio sul bastone<\/i>. Possiamo proprio vederlo negli slalom maschili di Coppa del Mondo, dove la maggior parte delle piste \u00e8 ripida. Anche le migliori slalomiste come Janica Kostelic e Anja Pearson lo eseguono perfettamente quando richiesto dalla pista. Vorrei ora specificare meglio: nelle sezioni pi\u00f9 piatte delle piste da slalom potrebbe non esserci la necessit\u00e0 dell\u2019appoggio sul bastone e potrebbe addirittura rallentare lo sciatore. Ma, dobbiamo anche comprendere che le parti piatte sono le eccezioni. Tuttavia, queste eccezioni sono erroneamente interpretate da alcuni allenatori e atleti come la norma, sia per lo slalom sia per il gigante.<\/p>\n<p>Sfortunatamente il problema \u00e8 ingigantito dal fatto che bambini e giovani atleti si allenano e gareggiano su pendii dolci, dove \u00e8 difficile sentire il bisogno dell\u2019appoggio sul bastone. Tuttavia, dovrebbe essere uno degli obiettivi tecnici di ogni allenatore spiegarne il ruolo nella moderna tecnica sciistica e creare le giuste situazioni ai giovani agonisti per sperimentarlo.<\/p>\n<p>Per mettere in pratica questo compito, allenatori e maestri devono comprenderne tutte le sottigliezze. Vediamo un esempio presentato da uno dei migliori atleti moderni, il norvegese Andre Amodt.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-108\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/AndreAmodt2.jpg\" alt=\"AndreAmodt2\" width=\"432\" height=\"220\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"432\"><meta itemprop=\"height\" content=\"220\"><\/span><\/p>\n<p><center>Foto cortesia di <i>Ron LeMaster<\/i><\/center>In questa sequenza fotografica, Aamodt sta eseguendo una curva da slalom su una sezione moderatamente ripida di un tracciato. Prima di analizzare in dettaglio il suo appoggio sul bastone vorrei rilevare un aspetto generale molto importante nella tecnica che, secondo me, spesso viene presentato nella maniera sbagliata da alcuni allenatori e molti maestri. Mi riferisco al movimento del polso. Per una strana ragione, alcuni colleghi quando insegnano l\u2019appoggio sul bastone riducono questa tecnica al dare uh colpetto con il polso, oppure prendono il movimento del polso come la base dell\u2019appoggio sul bastone. Penso che non si rendano conto della quantit\u00e0\u2019 di forza e intensit\u00e0 necessaria nell\u2019appoggio sul bastone della tecnica moderna per fare in modo che il baricentro dello sciatore, spesso posizionato dietro ai piedi a pochi centimetri dalla neve (fotogramma 2), ritorni in una posizione centrale (fotogramma 4).<\/p>\n<p>Se guardiamo attentamente gli sciatori di alto livello, possiamo notare che il bastone si piega considerevolmente durante l\u2019appoggio. Proprio per questa ragione gli atleti hanno cominciato a usare i leggeri bastoni di carbonio solo dopo che questi sono stati resi pi\u00f9 robusti. Le prime versioni si arcuavano eccessivamente durante l\u2019appoggio riducendo di conseguenza la loro efficacia.<\/p>\n<p>Vediamo ora come l\u2019appoggio sul bastone \u00e8 eseguito da uno dei migliori sciatori tecnici del mondo, Andre Amodt.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-109\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/AloisVogl.jpg\" alt=\"AloisVogl\" width=\"576\" height=\"360\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"576\"><meta itemprop=\"height\" content=\"360\"><\/span><\/p>\n<p><center>Foto cortesia di <i>Ron LeMaster<\/i><\/center>Nel fotogramma 1 Aamodt sposta il braccio destro in avanti per abbattere il palo. In questo momento il polso e l\u2019avambraccio sono allineati e agiscono come un sol blocco. Tuttavia, subito dopo l\u2019abbattimento del palo (fotogramma 2), Aamodt sposta il bastone in avanti piegando velocemente il polso. Lo scopo di questo movimento \u00e8 quello di \u201cuncinare\u201d la superficie della neve il pi\u00f9 in avanti possibile. Questo movimento aiuta a riacquistare la centralit\u00e0. L\u2019appoggio sul bastone eseguito in una direzione troppo di lato al corpo o troppo vicino ai piedi dello sciatore non \u00e8 efficace e pu\u00f2 essere addirittura nociva poich\u00e9 rischia di imprimere un indesiderato effetto rotatorio a tutto il corpo.<\/p>\n<p>E\u2019 importante per ogni agonista e allenatore comprendere che nel momento in cui la punta del bastone tocca la neve, il polso e l\u2019avambraccio siano allineati a fissi rispetto al braccio, dal gomito alla punta delle dita, lavorando come un solo blocco. Lo vediamo mostrato chiaramente da Aamodt nel fotogramma 3. E\u2019 bene anche dire che non appena l\u2019appoggio sul bastone sia stato eseguito, l\u2019atleta dovrebbe tentare di portare in avanti anche l\u2019altro braccio. Sebbene questo sia fatto alcune volte per eseguire un doppio appoggio, \u00e8 anche molto utile quando si esegue l\u2019appoggio singolo, poich\u00e9 spostare entrambe le braccia in avanti aiuta a evitare la rotazione della parte superiore del corpo rispetto agli sci, prima di entrare nella nuova curva (fotogramma 5).<\/p>\n<p>Ma torniamo alla sequenza di Aamodt. Possiamo vedere al fotogramma 3 che il bastone sia piantato quasi verticalmente vicino alle punte degli sci. Per eseguire questo movimento nella maniera giusta \u00e8 cruciale avere il braccio leggermente esteso e la parte superiore del corpo leggermente spostata verso l\u2019avanti. E\u2019 molto importante in questa tecnica completare il movimento correttamente. Non dobbiamo lasciare la punta del bastone nella neve e girargli attorno! Un tale completamento dell\u2019appoggio sul bastone potrebbe compromettere seriamente la centralit\u00e0. Inoltre, potrebbe causare la rotazione degli sci e la perdita dell\u2019equilibrio verso l\u2019indietro. Per evitare queste conseguenze negative, l\u2019appoggio sul bastone deve essere eseguito in maniera molto veloce e dinamica. Non appena la punta penetra nella neve, lo sciatore muover\u00e0 il braccio in avanti in modo tale che essa venga fuori dalla neve e si sposti indietro (fotogramma 4). <i>Voglio far notare che questo movimento \u00e8 eseguito principalmente dal braccio senza quasi nessun aiuto da parte del polso<\/i>. Suppongo che si veda chiaramente come il polso si muova rispetto all\u2019avambraccio soltanto nel fotogramma 3. Per il tempo rimanente esso rimane allineato e fisso rispetto all\u2019avambraccio in modo da agire come un blocco solo. L\u2019accenno a questo piccolo particolare \u00e8 importante; se il polso non \u00e8 fisso e rilassato, allora l\u2019atleta non pu\u00f2 ricevere nessun beneficio dall\u2019appoggio sul bastone e molto probabilmente cesser\u00e0 di usarlo. Questo inevitabilmente limiter\u00e0 il suo progresso a un certo livello.<\/p>\n<p>Tutti i migliori agonisti possiedono questo fondamentale nel loro arsenale tecnico e spesso lo usano non solo in slalom ma anche in gigante. Qui possiamo osservare la tecnica di un efficace appoggio sul bastone mostrata dal tedesco Alois Vogl.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span itemprop=\"image\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" itemprop=\"url image\" class=\"aligncenter size-full wp-image-110\" src=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2016\/05\/GiorgioRocca.jpg\" alt=\"GiorgioRocca\" width=\"466\" height=\"599\" \/><meta itemprop=\"width\" content=\"466\"><meta itemprop=\"height\" content=\"599\"><\/span><\/p>\n<p><center><i>Foto Stan Petrash<\/i><\/center>Vogl, come Aamodt, blocca il polso ed esegue l\u2019appoggio del bastone in avanti vicino alle punte degli sci, conduce degli archi di curva molto puliti e riacquista la centralit\u00e0 in buon anticipo.<\/p>\n<p>Possiamo vedere un altro ottimo esempio offerto da un campione della Coppa del Mondo, l\u2019italiano Giorgio Rocca.<\/p>\n<p>Come possiamo vedere, Rocca esegue una curva su una sezione molto ripida del tracciato e ha messo pressione sulla coda dello sci esterno all\u2019uscita della prima curva (ultimo fotogramma della sequenza in alto); quindi esegue l\u2019appoggio del bastone. In un attimo riacquista centralit\u00e0 e appoggia il \u201cnuovo\u201d sci esterno per condurre un perfetto arco di curva (fotogrammi2-4 della sequenza in basso).<\/p>\n<p>In gigante gli atleti hanno solitamente un po\u2019 pi\u00f9 di tempo per la ricerca della centralit\u00e0. Perci\u00f2, spesso possono permettersi di appoggiare il bastone soltanto leggermente. Non di meno, questi movimenti sono molto importanti per il tempismo con il quale si ricerca la centralit\u00e0 e per mantenere il ritmo.<\/p>\n<p>Gli agonisti eseguono il doppio appoggio sia in slalom sia in gigante. Il doppio appoggio del bastone \u00e8 eseguito con entrambi i bastoni simultaneamente. E\u2019 abbastanza naturale che il doppio appoggio sia pi\u00f9 efficace in certe situazioni. La tecnica \u00e8 quasi identica a quella dell\u2019appoggio singolo. Spesso il doppio appoggio \u00e8 usato in sezioni di tracciato in contropendenza, dove lo sciatore pu\u00f2 rimanere allineato con le spalle agli sci per tutta la curva senza creare una grossa differenza tra la direzione verso cui si spostano la parte superiore del corpo e gli sci verso il termine della curva. Tuttavia, spesso il doppio appoggio \u00e8 solo una scelta per alcuni agonisti. Il doppio appoggio aiuta molto quando si debba riacquisire la centralit\u00e0 dopo pesanti sbilanciamenti e aiuta a stabilizzare lateralmente lo sciatore alla termine dell\u2019ultima fase di curva. Il doppio appoggio diviene invece necessario nelle transizioni da una sezione piatta a una ripida, dove \u00e8 necessario un movimento deciso per mantenere la centralit\u00e0. Nelle curve con forte contropendenza il doppio appoggio \u00e8 inefficace poich\u00e9 potrebbe generare un movimento eccessivo del corpo.<\/p>\n<p>Quando s\u2019insegna la giusta tecnica dell\u2019appoggio sul bastone, si raccomanda di associarla al movimento delle gambe e alla sensazione prodotta dalla ricerca della centralit\u00e0. Lo sciatore dovrebbe sentire che la pressione si sposta dai talloni verso le dita dei piedi nel momento dell\u2019appoggio e questo andrebbe essere reso assolutamente automatico. Inoltre, gli agonisti dovrebbero essere in grado di passare fluidamente da una serie di appoggi singoli a una serie di appoggi doppi. Si assegnano differenti esercizi agli agosti negli allenamenti, come:<\/p>\n<ul>\n<li>Eseguire un appoggio doppio, una curva s\u00ec e due no;<\/li>\n<li>Cambiare da due appoggi doppi a due singoli;<\/li>\n<li>Variare la forma della curva, eseguendo appoggi doppi tra quelle poco chiuse e appoggi singoli tra le curve pi\u00f9 chiuse;<\/li>\n<li>Eseguire appoggi doppi solo da un lato;<\/li>\n<li>e cos\u00ec via.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Non possiamo trascurare un aspetto importante nell\u2019insegnamento dell\u2019appoggio sul bastone. Parlo dell\u2019ottimale lunghezza dei bastoni. Nel selezionarli \u00e8 sempre meglio averli troppo lunghi che troppo corti; quelli lunghi possono sempre essere tagliati. Spesso mi capita di vedere dei giovani agonisti sciare con bastoni certamente troppo corti per loro. Anche se eseguono un appoggio corretto, il bastone non \u00e8 posizionato abbastanza in avanti rendendo l\u2019appoggio inefficace. Se questo succede, i ragazzi non trovano nessun beneficio nell\u2019usare l\u2019appoggio sul bastone.<\/p>\n<p>Non esiste un\u2019indicazione precisa sulla lunghezza. Solitamente quella corretta si trova con l\u2019esperienza. I bastoni non dovrebbero essere scelti basandosi esclusivamente sull\u2019altezza dello sciatore. La lunghezza ottimale dipende dalle proporzioni dello sciatore, dal rapporto tra busto e gambe, dalla lunghezza delle braccia. Per determinare una lunghezza approssimativa da rifinire in seguito, potete calzare i vostri sci e allungare le braccia in avanti; quindi, piantare il bastone nella neve. Quello giusto \u00e8 quello che permetter\u00e0 di tenere il braccio esteso parallelo alla neve. Teniamo conto che i bastoni misurati in questo modo saranno sempre un po\u2019 troppo lunghi. Tuttavia, tagliandoli di 1 -1,5 centimetri alla volta un qualunque sciatore pu\u00f2 arrivare alla lunghezza ottimale in qualche giorno di esperimenti. Un buon test per determinare se la lunghezza \u00e8 quella corretta si ottiene provando a piegare in avanti il polso mentre si scia; si dovrebbe riuscire a portare il bastone in avanti senza problemi e sentirlo \u201cagganciare\u201d la neve bene davanti al corpo inducendoci a spingerlo in avanti.<\/p>\n<p>In conclusione, vorrei sottolineare ancora una volta l\u2019importanza dell\u2019insegnamento della giusta tecnica dell\u2019appoggio sul bastone, senza indicazioni specifiche sulla disciplina dello sci alpino che il giovane agonista potr\u00e0 scegliere. Anche se esso \u00e8 destinato a divenire un discesista puro, la tecnica e la coordinazione sviluppata con l\u2019appoggio dei bastoni gli sar\u00e0 molto utile.<\/p>\n<p><i>(Titolo originale <a href=\"https:\/\/youcanski.com\/en\/the-pole-plant-in-modern-technique\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cThe Pole Plant in Modern Technique\u201d<\/a>)<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credo non sia un segreto che l\u2019appoggio sul bastone sia stato per lungo tempo usato dagli agonisti in slalom e in gigante. Tuttavia, durante alcuni seminari tenuti in Canada e Stati Uniti, ho scoperto che vi sono un gran numero d\u2019idee sbagliate a proposito dell\u2019uso del bastone nella tecnica moderna. 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